È morto oggi a Roma Francesco
Massaro, regista, soggettista e sceneggiatore, nato a Padova il
23 agosto 1935. "Con lui scompare un protagonista di oltre mezzo
secolo di cinema e televisione italiana, un uomo che aveva
imparato il mestiere sul set accanto ad alcuni dei più grandi
maestri del nostro cinema e che, nel corso della sua lunga
carriera, ha saputo raccontare il Paese attraverso il grande e
il piccolo schermo, con una particolare capacità di parlare al
grande pubblico". Lo scrive in un testo inviato all'ANSA un
famigliare del regista.
La sua storia professionale "affonda le radici nella grande
stagione del cinema italiano". Trasferitosi a Roma all'inizio
degli anni Sessanta, Massaro iniziò il suo apprendistato come
assistente volontario alla regia ne Il Gattopardo di Luchino
Visconti, di cui spesso amava ricordare i dettagli dell'eterna
scena del ballo con Alain Delon e Claudia Cardinale. La sua vera
formazione fu però dovuta a Pietro Germi, di cui fu per lunghi
anni l'aiuto regista, partecipando a capolavori quai Divorzio
all'italiana, Sedotta e abbandonata e Signore e Signori,
interamente ambientato nel suo veneto, a Treviso. La sua
formazione si concluse lavorando al fianco di registi come
Eduardo De Filippo e Dino Risi, in Straziami, ma di baci saziami
(1968). Fu in quel periodo che incontrò anche Ugo Tognazzi,
destinato ad avere un ruolo importante nella sua carriera.
L'attore divenne infatti, insieme a Mariangela Melato,
protagonista del suo esordio alla regia, Il generale dorme in
piedi (1972), commedia antimilitarista dai toni grotteschi.
Divenne un regista versatile, capace di muoversi con
naturalezza tra generi diversi, dalla commedia al medical drama
fino al giallo. Ha firmato film caustici come La banca di Monate
(1972), con Walter Chiari e un bravissimo e premiato Paolo
Bonacelli (1976), e opere molto popolari come Al bar dello sport
(1983), con Lino Banfi e Jerry Calà, nonché produzioni
televisive di grande successo come Pronto soccorso (1990-1992),
con Ferruccio Amendola, "che inaugurarono in Italia il medical
drama", e le miniserie Provincia segreta e Provincia segreta 2 -
I delitti della casa sul fiume.
Massaro "è stato però molto più di un regista - si sottolinea
-. La scrittura ha accompagnato tutta la sua vita
professionale". Soggettista e sceneggiatore, "era profondamente
attento alla costruzione delle storie e dei personaggi e
collaborò, nel corso degli anni, con il pantheon degli scrittori
e soggettisti del cinema italiano", tra cui Ugo Pirro, Rodolfo
Sonego, Suso Cecchi D'Amico, Luciano Vincenzoni e, in anni più
recenti, con Ennio De Concini, Enrico Vanzina, Giuseppe D'Agata,
e Franco Ferrini. Per lui "la regia nasceva sempre dal racconto
e dalla scrittura, prima ancora di arrivare sul set".
Al cinema ha diretto, tra gli altri, Michel Serrault e Tomas
Milian ne Il lupo e l'agnello, Diego Abatantuono e Leo Gullotta
ne I carabbinieri, Jerry Calà e Isabella Ferrari in Domani mi
sposo, fino a Michele Placido, Kate Capshaw e Giuliana De Sio in
Ti presento un'amica. Fra i suoi ultimi lavori le miniserie
Benedetti dal Signore e O la va, o la spacca con Ezio Greggio,
nel 2004.
"Chi lo ha conosciuto ne ricorda il carattere netto, talvolta
ruvido, ma anche il suo gusto del racconto e del paradosso,
l'umanità e la capacità di costruire rapporti autentici - si
aggiunge -. Con Francesco Massaro scompare un testimone
prezioso di una stagione irripetibile del cinema italiano,
specie di quel cinema che si ispirava alla letteratura e alla
capacità di scrittura, e, insieme, uno degli artefici di quella
televisione popolare che ha saputo riunire davanti allo schermo
milioni di persone".
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