Siete team lato sinistro o lato destro del letto? La scienza ha qualcosa da dire su quale fianco fa meglio a stomaco, cuore e qualità del sonno.
Secondo la National Sleep Foundation passiamo circa un terzo della vita a dormire. Eppure quasi nessuno pensa seriamente a che posizione assume quando appoggia la testa sul cuscino, finché non compaiono mal di schiena, reflusso o russamento.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda da anni che un sonno di buona qualità è un pilastro di salute. La posizione in cui vi addormentate non è un dettaglio estetico: può modificare il lavoro di stomaco, cuore, polmoni e perfino del cervello. Ma tra fianco sinistro e destro, quale scegliere davvero?
Perché la posizione in cui dormite fa la differenza
Gli esperti del sonno concordano: in generale, il corpo ama il decubito laterale, cioè dormire su un fianco. In questa postura la colonna resta più allineata, le curve naturali sono rispettate e al risveglio è meno probabile trovare un fastidioso blocco cervicale o lombare.
C’è anche il tema del respiro. In posizione supina, a pancia in su, la lingua e i tessuti molli tendono a scivolare all’indietro e a restringere le vie aeree. Risultato: russamento più intenso e, in molte persone con apnea ostruttiva del sonno, più episodi di arresto del respiro. Sul fianco, queste strutture collassano meno e il passaggio dell’aria è più libero.
Dormire a pancia in giù, posizione prona, è invece quella che mette più sotto stress collo e schiena. La testa è ruotata per ore, la colonna è compressa: magari vi addormentate subito, ma nel lungo periodo non è un grande affare.
Interessante anche ciò che succede nel cervello. Diversi studi recenti indicano che in posizione laterale il sistema glinfatico - la rete che “lava via” scorie e tossine dal tessuto nervoso durante il sonno - sembra funzionare in modo più efficiente rispetto alla posizione supina. Non è magia antirughe per i neuroni, ma un motivo in più per dare una chance al fianco.
E non preoccupatevi se non restate immobili: una ricerca su 664 persone ha mostrato che, in media, passiamo circa il 54% del tempo sul fianco, il 37% sulla schiena e solo il 7% sulla pancia. Muoversi e cambiare lato è assolutamente fisiologico.
Fianco sinistro o destro: cosa succede nel corpo
Partiamo dal fianco sinistro, quello che negli ultimi anni ha guadagnato la fama di “lato del benessere”. Una delle ragioni più solide è legata al reflusso gastroesofageo. Lo stomaco si trova soprattutto a sinistra: sdraiandovi su quel lato, lo stomaco resta un po’ più in basso rispetto all’esofago, e per semplice gravità gli acidi faticano di più a risalire. Non a caso varie strutture ospedaliere italiane, nelle indicazioni contro il reflusso notturno, suggeriscono combinazione di fianco sinistro e testata del letto leggermente rialzata.
Il sinistro è spesso consigliato anche in gravidanza, soprattutto dal secondo-terzo trimestre. La vena cava inferiore, che riporta il sangue al cuore, decorre principalmente sul lato destro della colonna: appoggiarsi sul fianco sinistro riduce la compressione di questo grande vaso da parte dell’utero che cresce, favorendo il flusso sanguigno verso cuore, utero e reni. Studi ostetrici hanno comunque rassicurato che, nelle prime fasi della gravidanza, la posizione notturna non modifica in modo significativo il rischio di complicanze.
Attorno al fianco sinistro ruotano poi altre teorie: migliore drenaggio linfatico, supporto alla milza, “effetto detox” generale. La medicina ayurvedica lo predilige da secoli. La scienza occidentale, però, è più prudente: i dati sono interessanti, ma non definitivi.
Passiamo al fianco destro, spesso demonizzato a torto. Alcuni studi su pazienti con insufficienza cardiaca hanno mostrato che queste persone tendono a preferire spontaneamente il lato destro e che, in quella posizione, la funzione cardiaca risulta più stabile. Anche in certi casi di apnea notturna moderata-grave, il lato destro ha ridotto il numero di eventi respiratori rispetto al sinistro.
Un piccolo studio del 2022 su volontari sani, monitorati con sensori, ha rilevato che chi dormiva prevalentemente sul lato destro aveva meno micro-risvegli e più sonno profondo, mentre sul sinistro aumentava la fase REM. Parliamo di numeri ridotti, ma il messaggio è chiaro: per un adulto sano non esiste prova forte che il fianco destro faccia “male al cuore” o causi automaticamente reflusso.
Il vero salto di qualità, per la maggior parte di voi, non è tra sinistra e destra, ma tra dormire sul fianco e dormire stabilmente sulla schiena o a pancia in giù.
Come scegliere il lato giusto per voi (senza fissazioni inutili)
Se siete sani, non in gravidanza, senza reflusso né problemi cardiaci, potete scegliere il fianco che vi viene più naturale. La priorità è evitare, quando possibile, la posizione prona e non passare tutta la notte supini se russate molto.
Se soffrite di reflusso gastroesofageo, ernia iatale o bruciore di stomaco notturno, vale la pena fare un tentativo serio con il fianco sinistro, magari alzando di 10-15 centimetri la testata del letto e lasciando passare qualche ora tra cena e sonno. Spesso già questo semplice cambio riduce tosse secca e acidità notturna.
In gravidanza, dal secondo trimestre, il lato sinistro resta la scelta di riferimento. Ma se vi svegliate sulla schiena o sul destro non avete “fatto un danno”: cambiare posizione è normale. Parlatene con il vostro ginecologo, che conosce la vostra situazione clinica e può personalizzare i consigli.
Se russate forte, fate pause respiratorie osservate dal partner o vi alzate esauste nonostante ore a letto, la priorità è evitare la posizione supina e farvi valutare da uno specialista del sonno. Esistono terapie posizionali che “educano” a dormire sul fianco, dai dispositivi medicali a soluzioni semplici come un cuscino ben fissato dietro la schiena per scoraggiare il ritorno sulla schiena. Nelle forme più serie, però, servono strumenti come la CPAP: niente fai-da-te.
Per chi ha insufficienza cardiaca o altre cardiopatie, non esiste una regola valida per tutti. Alcuni pazienti respirano meglio sul destro, altri tollerano bene anche il sinistro: è il cardiologo a dover indicare la posizione più adatta.
Infine, qualche trucco di comfort: se dormite di lato, scegliete un cuscino abbastanza alto da tenere il collo in linea con la colonna e provate a mettere un cuscino tra le ginocchia per alleggerire l’anca. Alternate, se potete, i due lati per non sovraccaricare sempre la stessa spalla. Il “lato perfetto” è quello che, al mattino, vi fa alzare con la sensazione di avere davvero ricaricato le batterie.
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