- Home
- Bologna
- Cronaca
- E-bike condivise, in città è boom. Ormai le usa un bolognese su 10. Ma resistono incuria e vandalismi
Viaggio tra gli utilizzatori delle biciclette ’condivise’: sono stati superati i due milioni di corse in sei mesi. Oltre 57mila tra residenti, studenti e turisti scelgono il mezzo, però non mancano alcuni punti critici.

Viaggio tra gli utilizzatori delle biciclette ’condivise’: sono stati superati i due milioni di corse in sei mesi. Oltre 57mila tra residenti, studenti e turisti scelgono il mezzo, però non mancano alcuni punti critici.

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Lo scivolare delle loro ruote sull’asfalto o sull’acciottolato del centro storico è stata una rivoluzione silenziosa, una ‘forza gentile’ per usare le parole di Mitterrand: le bici comunali hanno cambiato il modo di vivere Bologna in maniera forse meno vistosa di quanto potrebbe riuscire a fare il tram, ma impattante sul benessere di chi quotidianamente si muove in città.
DRIBBLANDO I CANTIERI
A fianco del maxi-cantiere di via Massarenti, dribblando le chiusure di via Indipendenza, in coda nel pertugio a fianco della Garisenda che separa via Rizzoli e via Zamboni: le bici comunali sono ovunque. Studenti e giovani lavoratori sono gli utenti più comuni del servizio, che pure inizialmente aveva dovuto combattere contro alcuni scetticismi, in primis il peso – non indifferente rispetto a una normale bici –, la necessità di ricaricarle (su 4.600, ben 3.950 sono e-bike), il bando per la fornitura (che le opposizioni avevano accusato di essere cucito addosso al principale fornitore), o il timore che molte potessero finire intrappolate dal malcostume di chi le danneggia e le abbandona.
UTENTI IN CRESCITA
Una fotografia del segno lasciato dalle bici comunali nelle giornate di chi vive la città – quel mezzo milione di residenti, studenti fuori sede, turisti e pendolari – coincide con i 57mila utenti attivi del servizio nei primi sei mesi del 2026: una persona su dieci fra quelle che tutti i giorni si spostano a Bologna lo ha fatto servendosi di una bici condivisa. Il totale è più che raddoppiato rispetto al 2023, quando gli utenti del servizio erano appena 28mila.
DUE MILIONI DI CORSE
Segue un trend analogo quello del totale di utilizzi nei primi sei mesi dell’anno, che per la prima volta sfonda la soglia psicologica dei due milioni di ‘corse’, con un incremento del 31% sul 2025: traguardo raggiunto nonostante la fine degli incentivi tramite corse gratuite, e che anche in questo caso costituisce un raddoppio rispetto al totale delle corse nei primi sei mesi 2023. Tre anni fa, infatti, furono solo un milione (quota cresciuta a 1,4 milioni e 1,6 milioni nel ’24 e nel ’25). Numeri dinanzi ai quali il Comune ha recentemente deciso di incrementare gli spazi per le bici, in particolare in via Amendola, via Barozzi e viale Pietramellara, nei pressi della stazione ferroviaria.
UN MALCOSTUME DIFFUSO
Troppo spesso si vedono mezzi abbandonati a bordo strada o addirittura nei fossi. Spostandosi attraverso i quartieri che compongono la città, si nota qualche situazione ai limiti: in via Massarenti una bici è stata letteralmente rovesciata addosso ad altre parcheggiate negli appositi posteggi, mentre in via Trachini un mezzo è stato abbandonato nell’erba alta. Si va poi in periferia, alla Barca e a Borgo Panigale, e non è raro imbattersi in carcasse di e-bike sul Lungoreno o buttate sotto i ponti, magari con le batterie divelte. Un segno inevitabile dell’incuria di un bene condiviso.
PARCHEGGIO SELVAGGIO
Un altro tema è quello del parcheggio. Le e-bike andrebbero parcheggiate negli appositi stalli diffusi sul territorio. Ma l’app permette anche di lasciare i mezzi lungo le strade e negli spiazzi, lungo i tragitti. Questo ha causato e continua a causare problemi, perché spesso i parcheggi improvvisati sono d’intralcio. In via Creti, zona Bolognina, una pensilina Tper è stata circondata da e-bike: non proprio comodissimo per chi deve prendere l’autobus.
In Cirenaica c’è chi è stato ancora più creativo, ‘inventando’ un parcheggio proprio nel punto più alto del ponte di via Libia: tuttavia c’è chi ha saputo cogliere l’occasione al balzo, dal momento che pochi minuti dopo la bici era già stata prelevata da un altro utente.
In molti casi, però, le bici appaiono ordinatamente in fila negli appositi stalli, o tutt’al più lasciate poco lontano da utenti un po’ troppo pigri per coprire qualche metro in più.
© Riproduzione riservata
>> Home