Dottoressa non soccorse 14enne investita che morì poco dopo: farà lavori socialmente utili

2026/09/17

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PADOVA - L'inchiesta sulla morte della studentessa Eleonora Chinello, deceduta a soli 14 anni il 28 ottobre del 2024 a causa di un incidente stradale a Sant'Angelo di Piove di Sacco in provincia di Padova, si è conclusa ieri mattina davanti al Gup Claudio Marassi. La dottoressa Anna Maria Lamanna, 63 anni, ha chiesto e ottenuto dal giudice la messa alla prova. Era stata accusata di rifiuto di atti d'ufficio con interruzione di un servizio pubblico di assistenza, perchè arrivata in ambulanza sul luogo dell'incidente si era rifiutata di prestare il primo soccorso alla ragazza. Il medico, vista la 14enne in gravissime condizioni, ha esclamato «fate voi», rivolgendosi alle due infermiere accorse insieme a lei. Insomma non ha mosso un dito, così è stata iscritta nel registro degli indagati. Ma è comunque riuscita a evitare una condanna penale in cambio di un percorso di reinserimento sociale, che include lavori di pubblica utilità con l'obiettivo di estinguere il reato se l'iter ha esito positivo. Così per otto mesi lavorerà per 4 ore alla settimana in un ente di Belluno.

L'incidente e il mancato soccorso

Originaria di Castellana Grotte in provincia di Bari, si è laureata a 44 anni e presta servizio in alcune realtà private della provincia di Belluno, tra cui Sedico. All'epoca del tragico incidente costato la vita alla studentessa era medico a gettone per il 118. Eleonora Chinello, quel 28 ottobre di due anni fa in via San Polo era in sella alla sua bicicletta ed è stata travolta da una Volkswagen Golf. Stava pedalando verso la fermata dell'autobus, per poi raggiungere l'istituto Lazzari di Dolo nel veneziano. Ma a scuola non c'è mai arrivata, perché poco dopo l'incidente è morta in ospedale. Sul posto era intervenuta un'ambulanza, con a bordo due infermiere e appunto la dottoressa Lamanna. Il giorno dopo è scattata una segnalazione all'autorità giudiziaria da parte del superiore delle due infermiere intervenute sul luogo dell'incidente. Le due, una in forze all'Ulss 6 e l'altra alla Croce Verde, hanno stilato una approfondita relazione dove hanno accusato la dottoressa Lamanna di non avere essere intervenuta per provare a salvare la studentessa. Tuttavia l'esame autoptico ha evidenziato ferite importanti, come un trauma cranico e toracico: difficilmente Eleonora poteva essere salvata, ma questo non può giustificare il mancato intervento della dottoressa. Intanto l'automobilista Davide Penazzo, 37 anni di Campolongo Maggiore in provincia di Venezia, già a gennaio di quest'anno ha patteggiato sette mesi con la condizionale e la sospensione della patente per tre mesi. L'assicurazione ha risarcito i genitori della ragazzina.

Il commento

Al termine dell'udienza davanti al Gup Penazzo aveva dichiarato: «Il mio primo pensiero va a Eleonora Chinello ed alla sua famiglia per un dolore che la accompagnerà per sempre, un dolore che magari in dimensione e forma diversa condivido anche io da quel maledetto 28 ottobre 2024. Riesce a consolarmi solo in parte il fatto che le perizie confermino che procedevo ad una velocità di poco superiore ai 60 km/h e quindi che la causa principale del tragico evento non è stata l'imprudenza ma una drammatica fatalità». 

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