A pochi mesi dal round da 50 milioni di dollari, annunciato lo scorso maggio e guidato da Left Lane, con la partecipazione di Base10 Partners, Eurazeo, Acurio Ventures, Entourage e View Different (si veda altro articolo di BeBeez), Lexroom, la piattaforma AI per gli operatori del diritto civile, ha annunciato l’acquisizione del 100% della società francese Query Juriste e della bulgara Praven Intelekt, con i founder e i team di entrambe le società che entrano in Lexroom per continuare a sviluppare i rispettivi mercati, mentre i marchi Query Juriste e Praven Intelekt confluiranno progressivamente in Lexroom (si veda qui il comunicato stampa).
In particolare,Etienne Le Guay, che ha co-fondato Query Juriste insieme a Maxence Mortagne ed Emile-Luciano Lombardo, guiderà lo sviluppo dell’azienda in Francia, mentre Siyanna Lilova, che ha co-fondato Praven Intelekt insieme a Rangel Milushev e a Christian Tsanov, assumerà il ruolo di Head of Central and Eastern Europe, alla guida della presenza di Lexroom nella regione.
In Francia, Query Juriste conta quasi 300 clienti e circa 1.000 licenze attive, oltre a una piattaforma di ricerca giuridica collegata a più di cinque milioni di documenti francesi ed europei. In Bulgaria, Praven Intelekt conta oltre 900 clienti e apre a Lexroom la prima porta d’ingresso nell’Europa centro-orientale.
Etienne Le Guay, co-founder di Query Juriste, ha commentato: “Abbiamo costruito Query Juriste con la convinzione che l’AI sia utile agli avvocati solo se è costruita sui dati giuridici stessi, e non sopra un modello generalista. Siamo entrati in Lexroom perché è nata sullo stesso principio data-first. È l’occasione per accelerare quello che abbiamo avviato in Francia e portarlo su scala europea”.
Siyanna Lilova, co-founder di Praven Intelekt, ha continuato: “Abbiamo creato Praven Intelekt perché volevamo offrire una soluzione di livello mondiale al mercato legale bulgaro. I professionisti del settore legale avevano bisogno di un’intelligenza artificiale sviluppata sulla base delle specificità del diritto locale, piuttosto che di uno strumento generico. Entrare a far parte di Lexroom ci permette di mantenere quella profondità locale pur operando su una scala completamente diversa. La Bulgaria può ora diventare il punto di partenza per estendere lo stesso approccio ai professionisti del settore legale in tutta l’Europa centrale e orientale”.
E Paolo Fois, co-fondatore e ceo di Lexroom, ha concluso: “Queste acquisizioni sono una tappa importante della nostra espansione europea, e sono solo l’inizio. Nell’ultimo anno abbiamo incontrato decine di founder impegnati in una missione vicina alla nostra: Query Juriste e Praven Intelekt si sono distinte subito, per la qualità dei team, la trazione reale e prodotti costruiti con la stessa convinzione con cui abbiamo iniziato noi. Non ha senso reinventare la ruota mercato per mercato. Quando incontriamo founder che hanno già costruito qualcosa di valido, la mossa più intelligente è unire la tecnologia, la scala e il capitale di Lexroom alla competenza e all’energia di chi conosce il territorio. È così che si costruisce la piattaforma di riferimento del legal AI in Europa”.
Portare l’AI applicata al diritto su scala europea presenta una difficoltà di fondo: il lavoro legale resta profondamente locale. Ogni giurisdizione ha una propria normativa, una propria giurisprudenza, un proprio quadro regolatorio, un linguaggio giuridico e prassi professionali specifiche. Costruire un prodotto affidabile su sistemi così diversi richiede dati giuridici Paese per Paese e competenze locali coltivate nel tempo, non un modello valido per tutti. Le acquisizioni di Query Juriste e Praven Intelekt estendono questo approccio a due mercati strategici, aggiungendo tecnologia, competenze locali e basi clienti già consolidate.
Oggi Lexroom serve oltre 20.000 clienti, conta più di 200 professionisti e ha costruito la propria tecnologia su un’architettura data-first collegata a oltre 13 milioni di fonti giuridiche. Nell’estate 2026 l’azienda ha superato i 23 milioni di euro di ARR.
Pochi mesi prima di chiudere il round Series B da 50 milioni di dollari lo scorso maggio, la scaleup aveva chiuso un round Serie A da 16 milioni di euro (19 milioni di dollari) tra primario e secondario, guidato da Base10 Partners. Al round avevano partecipato anche il fondo spagnolo Acurio Ventures, View Different di Diego Piacentini (senior advisor di KKR, presidente di Vento, ex Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale del Governo italiano ed ex top manager di Apple Europa e Amazon) e Riccardo Zacconi, fondatore di King (Candy Crush), insieme ad altri angel investor strategici. All’operazione avevano partecipato anche investitori già presenti nel capitale come Entourage, Verve Ventures e Joe Zadeh (si veda altro articolo di BeBeez).
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