‘‘Dopo un brutto periodo, in montagna mi sono ritrovato. Baloo è il

2026/08/23

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SELVAZZANO DENTRO. “La mia vita è abbastanza semplice. Dopo il lavoro, nel tempo libero mi alleno, vado in montagna, esco col mio cane Baloo e mi riposo”. 

A raccontare di sé a Il Dolomiti è il trentenne Samuele Oliviero, residente in provincia di Padova, sportivo e amante delle montagna che da un po’ di tempo condivide sui social la sua passione per l'alta quota: “Devo ringraziare la mia famiglia perché la montagna, lo sport e lo stile di vita che conduco oggi sono anche aspetti e parti di me che ho coltivato per merito loro. Il salto di qualità, il momento in cui ho capito che per me erano condizioni essenziali è avvenuto dopo che sono andato a vivere in Perù per qualche mese, e dopo che Baloo, il mio cane, è entrato a far parte della mia vita” spiega inizialmente Oliviero. 

L’ambiente montano, per l’escursionista veneto, è stato inizialmente come un rifugio, una fonte di energia e di positività “che mi ha aiutato a combattere un brutto periodo - racconta -. Mi sono ritrovato a fare i conti con me stesso e la montagna è così diventata per me una maestra silenziosa, che non usa affatto mezzi termini per dire le cose e mette direttamente una persona davanti alle proprie paure e ai propri squilibri. Per me è libertà, vita, energia, equilibrio e connessione. Mi basta trascorrerci qualche ora per recuperare tutte le energie e recuperare le forze”. 

Non è da tanto che il giovane abitante del comune di Selvazzano Dentro ha deciso di iniziare a condividere sui social le sue avventure, però, racconta di aver sempre avuto una vena artistica e creativa. Musica, disegno e una particolare curiosità per la fotografia che si è via via sviluppata: “Adoro immortalare i momenti della mia quotidianità e delle mie avventure e trasformarli in ricordi ed emozioni ‘tascabili’. Ecco forse è anche per questo che ho iniziato a condividere parte della mia vita sui social, per raccontare ciò che vedo con i miei occhi e trasformare quello che sento in immagini che tutti possano vedere” spiega Oliviero. 

Nonostante abbia appunto iniziato da poco a condividere i suoi tragitti e i vari trekking che affronta, non mancano affatto le persone che lo seguono e che oramai ci si sono affezionate: “Sapere che attraverso le mie fotografie e video riesco a comunicare la meraviglia con cui io mi avvicino alla montagna fa molto piacere - spiega sempre l’escursionista -. Riuscire a trasmettere emozioni positive, portare nelle mie camminate le persone che magari non riescono a vedere ed ammirare quei luoghi meravigliosi è bellissimo. Questo è ciò che considero l’aspetto ‘puro’ e sincero dei social, ovvero fare ed essere quello che si è, riuscirci in modo sincero senza raccontare o inventarsi un personaggio costruito ed artificiale”. 

Un traguardo o un obiettivo da raggiungere? “Per il momento vivo i social come un divertimento e un semplice modo di raccontare ciò che sono senza fasciarmi la testa su metodi o modi migliori per collezionare followers o altro. Sarà quel che sarà, e se non sarà andrà bene lo stesso” dichiara. 

Dai video che Samuele Oliviero pubblica sui social traspaiono chiaramente la sua sincerità e la sua autenticità. Egli mostra ciò che vive e chi è rispettando al contempo l’ambiente che lo circonda: “Amo troppo la montagna per non rispettarla. Non racconterò e non condividerò mai l’immagine della montagna come una giostra sulla quale salire e divertirsi o come un posto instagrammabile dove fare la foto e la fila per dei krapfen virali senza alcuna consapevolezza” continua. 

Come ha dichiarato recentemente anche la guida escursionistica Attila Dalla Palma per quanto riguarda il trekking della Translagorai (Qui l’articolo), con le persone che inconsapevolmente salgono in montagna senza preparazione o indumenti adatti oramai ci si deve fare i conti: “Ho visto scene assurde sui sentieri, anche in luoghi difficili da raggiungere. Manca la consapevolezza e il rispetto per l’ambiente che li circonda - sottolinea a Il Dolomiti anche Oliviero -. Capisco che il turismo sia necessario per il sostentamento delle comunità montane, ma ci si deve avvicinare con cautela a questo mondo. La natura quassù è potente e bisogna saperla rispettare, ciò significa anche affrontare un sentiero da preparati con scarpe adeguate, non urlare per i sentieri, portare con sé i rifiuti, non strappare come nulla fosse i fiori e i funghi che si trovano lungo i sentieri. Penso ci sia un forte menefreghismo, poca educazione e cultura della montagna. Probabilmente le persone si sono distaccate dalla natura e non capiscono di farne parte”. 

I social hanno contribuito fortemente a rendere virali alcuni luoghi delle nostre montagne e, ad oggi, il tema è sempre più discusso. Chi condivide determinati contenuti ha dunque una responsabilità ed è importante esserne consapevoli. Oliviero ci tiene a sottolineare la sua opinione: “Ognuno di noi è responsabile di ciò che dice e fa. La responsabilità è sia di chi pubblica sia di chi poi in questi posti ci va, anzi soprattutto di chi decide di andarci ed in che modo decide di avvicinarcisi. Mi capita però tutt’ora di andare in luoghi poco sconosciuti, ‘non di moda’, e di sperare che rimangano tali. C’è chi a questo non ci pensa affatto, ma non sono nessuno per giudicare. L’importante è che rimangano ancora dei luoghi lontani e nascosti da chi non ha il senso del rispetto”. 

Non resta infine che parlare del rapporto speciale tra il giovane escursionista e il suo cane Baloo: “È come se fossimo intrecciati. Il nostro umore e le nostre energie vanno a braccetto e tutto questo si amplifica quando siamo in montagna. È da anni che affronto le mie avventure solamente con lui. Baloo è il mio compagno fedele, il mio migliore amico e il mio insegnante di vita” racconta. 

È una presenza capace di riportare il suo padrone alle emozioni più semplici e autentiche: insieme, ogni uscita assume un significato diverso, più leggero e spontaneo, tanto da farli sentire come “due bambini alla scoperta del mondo”, racconta sempre l'escursionista. 

A raccontare meglio di qualsiasi definizione la forza di questo legame sono, però, soprattutto i momenti di difficoltà vissuti insieme: “Quando Baloo era giovane, davanti a un passaggio complicato si fermò e si affidò completamente a me. Lo presi in braccio e lo portai oltre quel brutto passaggio. Da quel momento, quando c'è un tratto che lo spaventa, mi guarda sempre come per chiedere una mano - conclude emozionato Oliviero -. Anni dopo, salendo alla Forcella Rossa, sotto i Lastoni del Formin, accadde invece quasi il contrario. Stavo avendo una giornata difficile: arrancavo, sprofondavo nella neve e mi sentivo abbattuto. A un certo punto mi fermai, appoggiai la testa sulla neve e, sospirando, versai qualche lacrima. Baloo in quel momento mi guardò, passò davanti e cominciò a battere la traccia. Da lì i sentimenti negativi si trasformarono in carica e gratitudine e per me fu un’ulteriore prova della speciale connessione che c’è tra noi due. Poi siamo scesi correndo sulla neve come due cretini, spensierati e pieni di gioia”.

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