DA FUSIGNANO, in provincia di Ravenna, al mondo. Le scarpe Valleverde vengono vendute in Italia e in Europa, ma puntano...

DA FUSIGNANO, in provincia di Ravenna, al mondo. Le scarpe Valleverde vengono vendute in Italia e in Europa, ma puntano...

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DA FUSIGNANO, in provincia di Ravenna, al mondo. Le scarpe Valleverde vengono vendute in Italia e in Europa, ma puntano al mondo, crisi permettendo, come dice Elvio Silvagni, modellista di scarpe, dal 2015 titolare dello storico marchio di calzature. "Noi abbiamo comprato nel 2015 il marchio, dopo che l’azienda era fallita. Ma io credevo che Valleverde fosse ancora nella testa degli italiani", racconta l’imprenditore. Come spesso capita al made in Italy, il successo arriva negli anni Novanta e Duemila, grazie alla televisione e alla pubblicità, ma contestualmente per lo storico marchio di calzature, nato negli anni Settanta, arriva anche la crisi e il fallimento. Oggi, però, con la presidenza di Silvagni, Valleverde, guarda al mondo e chiude il fatturato con 30 milioni di ricavi.
"La situazione internazionale, i dazi e la concorrenza feroce dal Far East, stanno mettendo a dura prova tutte le aziende. Da anni ci battiamo per sensibilizzare le istituzioni europee sulla necessità di azioni autorevoli per difendere le società dell’Unione. Siamo partiti con il progetto Sveglia Europa per sottolineare la necessità di avere un coordinamento forte, capace di rispondere a tono alle prevaricazioni delle dittature contemporanee", dice Elvio Silvagni, presidente di Valleverde. La Silver1, società che fa riferimento alla famiglia Silvagni, oltre a Valleverde detiene anche Rafting Goldstar e Biomodex e raggiunge oltre 1.300 punti vendita, con una distribuzione che nel tempo sta investendo anche in internazionalizzazione.
Infatti, la situazione dei consumi del mercato italiano non è semplice, come ricorda l’imprenditore: "La Cina sarà sempre più competitiva e ci invaderà coi suoi prodotti. Attualmente le calzature che esporta direttamente in Europa subiscono dei dazi del 7% per le scarpe in pelle e del 17% per le scarpe in sintetico: per bypassare i dazi Europei, la Cina sta aprendo produzioni in nazioni dove il costo del lavoro è più basso, mandando tutte le materie prime in Bangladesh, Pakistan. Vietnam, Cambogia, Myanmar. Queste nazioni non hanno dazi verso l’Europa. Il risultato? Saremo invasi e i calzaturifici Europei chiuderanno. Questa tendenza obbliga sempre più aziende a scegliere produzioni low cost in Estremo Oriente. Noi cerchiamo di sostenere i nostri clienti in tutti modi, anche per questo abbiamo scelto di non vendere online, ma se non ci sono risposte forti dalle istituzioni, non possiamo fare miracoli".
Lo scenario internazionale, poi, cambia velocemente, obbligando imprese e imprenditori a stare al passo. "Per tutti noi c’è il problema di capire quello che accadrà fra sei mesi o un anno, perché adesso lo scenario cambia dalla sera alla mattina. Nel giro di poche ore vengono messi dazi, o tolti ed è molto più difficile rispetto ad un tempo, pianificare", dice il presidente di Valleverde.
Lo storico brand di scarpe consolida i propri dati e anzi nell’ultimo anno aumenta, dell’8% le vendite, ma ugualmente Elvio Silvagni sottolinea come "il settore stia vivendo un momento estremamente delicato. Il problema delle scarpe è che stiamo perdendo quote di mercato, a favore dell’Estremo Oriente. Naturalmente anche noi importiamo dall’Estremo Oriente delle sneakers, per questo prodotto la loro tecnologia è superiore alla nostra europea. Il potere d’acquisto delle persone è calato, il prezzo che possono pagare le scarpe è sempre più basso. La soluzione per i commercianti è comprare prodotti dell’Estremo Oriente. Noi ci salviamo perché il nostro marchio è conosciuto, possediamo delle fabbriche, oltre che a Fusignano, (nello stabilimento lavorano attualmente 60 persone), in Europa stabilimenti in Slovacchia in Romania in Albania. Dopo l’acquisizione, nel 2015, è iniziata una fase di rinnovamento e di crescita, grazie agli investimenti della famiglia Silvagni.
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