ARCO. Diventare vigili del fuoco volontari significa mettere il proprio tempo, il proprio operato, le proprie conoscenze al servizio della comunità.
Insomma, si tratta di una vera e propria scelta di vita e il corpo di Arco, che serve una delle principali città della provincia di Trento (la quinta, per numero d'abitanti, con i suoi oltre 17mila residenti, che diventano molti di più durante la stagione estiva), apre ai "nuovi".
Il comandante Claudio Zanoni, in un lungo e sentito intervento, spiega cosa significhi veramente intraprendere il percorso che porta a diventare vigile del fuoco. Un cammino estremamente impegnativo, ma significativo, un'esperienza che arricchisce notevolmente chi la vive.
"Mettersi in gioco, imparare nuove competenze e offrire gratuitamente una parte del proprio tempo alla comunità - esordisce Zanoni -: è questo il messaggio che, come comandante e a nome del direttivo del corpo dei vigili del fuoco volontari di Arco, desidero rivolgere alla comunità arcense. Con questa comunicazione vogliamo far conoscere più da vicino l’opportunità di diventare vigile del fuoco volontario. Ci rivolgiamo a chi ha già pensato di intraprendere questa strada, ma anche a chi non l’ha mai considerata e potrebbe trovare proprio nel nostro corpo un modo per rendersi utile, acquisire nuove capacità e vivere un’esperienza significativa al servizio degli altri. Il corpo di Arco è una realtà attiva, compatta e ben addestrata, che risponde a circa mille chiamate all’anno. Sono orgoglioso della preparazione e della dedizione dei vigili che ne fanno parte: persone che conciliano il servizio con il lavoro e la famiglia, contribuendo con responsabilità alla sicurezza del territorio. Insieme al direttivo desideriamo dare continuità a questa esperienza, accogliendo nuove persone e accompagnandole nel loro percorso. Guardare al futuro significa anche far conoscere ciò che facciamo e permettere a nuovi volontari di diventarne parte. Essere vigile del fuoco volontario significa, prima di tutto, scegliere di dedicare tempo alla propria comunità. Un tempo da conciliare con gli impegni personali, e proprio per questo prezioso. Il tempo della formazione, dell’addestramento, della cura delle attrezzature e della disponibilità al servizio: ogni parte di questo impegno contribuisce alla preparazione con cui ci presentiamo quando qualcuno ha bisogno di noi. Il nostro compito non si esaurisce nell’utilizzo di un mezzo o di un’attrezzatura. Al centro ci sono sempre le persone: chi sta affrontando una difficoltà, chi si trova in una situazione di pericolo, chi attende un aiuto. Contribuire a garantire un servizio di urgenza ed emergenza per tutta la comunità significa assumersi una responsabilità concreta verso gli altri. Significa essere presenti per la propria gente, per le persone del proprio Comune e per chiunque, sul nostro territorio, abbia necessità di soccorso".
Diventare vigile del fuoco significa creare un legame profondo con la propria comunità e mettere le proprie capacità a disposizione di tutti: significa prendersi cura della realtà in cui si vive e contribuire, assieme agli altri, a renderla più sicura.
"Ci sono momenti impegnativi, situazioni difficili e interventi che richiedono fatica, lucidità e senso di responsabilità - prosegue il comandante del corpo arcense -. È giusto dirlo con chiarezza, perché questa scelta merita consapevolezza. Proprio per questo sono fondamentali la preparazione, il rispetto delle procedure e il sostegno della squadra: il servizio si affronta insieme, ciascuno con il proprio compito e con la fiducia nei compagni. Accanto alla fatica, però, ci sono soddisfazioni profonde. Quando ci si guarda indietro, si ricorda l’impegno richiesto, ma soprattutto si comprende ciò a cui quell’impegno è servito: aver aiutato una persona, aver collaborato con i compagni, aver fatto qualcosa di concreto per la propria comunità. La stanchezza acquista un significato diverso quando si sa che il proprio contributo è stato utile a qualcuno. A volte è un ringraziamento, altre volte il sollievo di una persona o la semplice consapevolezza di aver fatto la propria parte. Sono soddisfazioni difficili da descrivere fino in fondo a chi non le ha vissute, ma capaci di lasciare un segno e di riempire il cuore. Non cancellano la fatica: le danno un senso. Il servizio volontario è anche questo: donare il proprio tempo e ritrovare, nell’aiuto offerto agli altri, un valore che rimane. È un’esperienza che desideriamo condividere con nuove persone. Non chiediamo a chi si avvicina di saper già fare il pompiere: le competenze si costruiscono attraverso la formazione, l’addestramento e l’affiancamento. Si parte dalla volontà di imparare, unita a serietà, disponibilità reale e impegno continuativo. Contano la capacità di ascoltare, il rispetto degli altri e la voglia di crescere all’interno di una squadra".
Come si fa a diventare vigile del fuoco volontario? L'invito è rivolto a donne e uomini di età compresa tra i 18 e i 44 anni (quindi prima del compimento del 45esimo anno d'età), in possesso dell’idoneità psicofisica richiesta per il servizio. Il primo passo è un colloquio conoscitivo con il comandante, per confrontarsi sulle motivazioni, sulla disponibilità e sulle caratteristiche dell'attività.
In caso di esito positivo, si procede con la domanda di ingresso, a cui fa seguito un iter ben preciso, che comprende visite mediche, prove ginniche e valutazioni psicofisiche e attitudinali. Si tratta di un percorso che considera non soltanto la preparazione atletica, ma l’idoneità complessiva rispetto alle responsabilità del servizio. La preparazione comprende il corso base obbligatorio e un periodo di due anni di "aspirantato", durante il quale i nuovi ingressi vengono affiancati da vigili esperti e graduati.
Si impara progressivamente a conoscere le attrezzature, le procedure e l’organizzazione del corpo, acquisendo competenza e consapevolezza. La formazione e l’addestramento continuano anche dopo questo periodo e accompagnano l’intera esperienza del vigile.
"Siamo volontari - conclude Zanoni - e operiamo all’interno di un’organizzazione precisa, in squadre e plotoni, con capisquadra e capiplotone di riferimento. La disciplina, il rispetto dei ruoli e della catena di comando sono indispensabili per lavorare bene e tutelare la sicurezza di tutti. Allo stesso tempo, chi entra trova persone pronte a insegnare, a condividere la propria esperienza e ad accompagnarlo nella crescita. Nessuno diventa vigile da solo: si impara e si cresce insieme. Desidero rivolgere un ringraziamento ai vigili già in servizio e alle loro famiglie, che sostengono e condividono questo impegno. Dietro la disponibilità di ciascuno c’è anche un equilibrio costruito con le persone vicine. È un sostegno prezioso, che merita riconoscenza e rispetto. Chi desidera approfondire questa possibilità può contattarci per conoscere l’ambiente della caserma, porre domande e capire che cosa comporta la scelta di diventare vigile del fuoco volontario. Un incontro conoscitivo permette di confrontare le proprie aspettative con le caratteristiche del servizio e di valutare il percorso con serenità e consapevolezza".
Per informazioni e concordare un colloquio è possibile scrivere all'indirizzo [email protected], telefonare al numero 0464 - 517777, o recarsi direttamente presso la caserma di Arco.
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