Disciplinare ‘Miele di qualità certificato’ atteso ok da Ue, svolta per il settore - Mondo Agricolo - Ansa.it

2026/08/08

Categories: food-cooking

Niente pastorizzazione, estrazione solo per centrifugazione e umidità rigorosamente sotto il 17%.
Sono solo alcuni dei parametri del disciplinare per il Miele di Qualità Certificata, contenuti nella bozza di decreto inviata dal Ministero dell'Agricoltura alla Commissione europea per l'inserimento nel Sqnz, il sistema di qualità volontario che certifica aziende, prodotti zootecnici e alimenti di origine animale. Un passaggio storico per l'apicoltura italiana, frutto di oltre due anni di lavoro guidati da Unaapi (Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani). La certificazione sarà volontaria e punterà a valorizzare non solo l'origine del miele, ma anche la competenza e l'attenzione quotidiana degli apicoltori attraverso parametri ben più rigidi degli standard commerciali. Le aziende disposte a sottoporsi a controlli indipendenti potranno così contare su una reale leva di distinzione sul mercato. Bruxelles avrà tempo fino al 14 ottobre 2026 per analizzare il testo; in assenza di obiezioni, si procederà con l'approvazione definitiva.
Ogni fase, dalla gestione degli alveari al confezionamento nel vasetto, spiega Unaapi, richiederà una documentazione rigorosa e tracciabile, offrendo garanzie superiori su origine e naturalità. Sul piano economico, il marchio Sqnz intende rilanciare la redditività del settore, ponendo le basi per future campagne promozionali. "Il disciplinare è una grande opportunità per valorizzare la produzione e il territorio", spiega all'ANSA il presidente di Unaapi, Giuseppe Cefalo, capofila dell'Associazione temporanea di scopo per l'elaborazione del testo, "inoltre a oggi è in corso di formazione anche il Consorzio per la promozione, condiviso con tutto il mondo della rappresentanza apistica". Per Unaapi, si tratta del primo vero strumento nazionale pensato per riconoscere e comunicare in modo oggettivo le caratteristiche qualitative che molti apicoltori italiani già perseguono quotidianamente attraverso buone pratiche di allevamento, lavorazione e conservazione.

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