Guida pratica alle modalità di acquisto immobiliare: scopri come varia il prezzo se la superficie della casa non corrisponde a quella dichiarata.
Comprare una casa è un passo importante che richiede la massima chiarezza sulla superficie dell’immobile. Spesso, però, l’acquirente si accorge che i metri quadri effettivi sono diversi da quelli indicati nell’atto. In questi casi, il costo finale può subire variazioni in base al tipo di accordo che le parti firmano davanti al notaio. Ma qual è la differenza tra vendita a misura e a corpo: cosa cambia nel prezzo? Capire queste due modalità è fondamentale per evitare di pagare più del dovuto o per sapere quando si ha diritto a uno sconto. La legge italiana prevede infatti regole specifiche per gestire le discrepanze tra quanto dichiarato e la realtà dei fatti. In questo articolo analizziamo come funzionano i rimborsi, i supplementi di prezzo e il diritto di recesso, spiegando in modo semplice e diretto gli obblighi dei contraenti e i termini per far valere i propri diritti. Esploreremo inoltre come i confini e i dati catastali influenzino l’identificazione certa del bene acquistato.
Indice
- Come funziona il prezzo nella vendita a misura?
- Quando il prezzo rimane fisso nella vendita a corpo?
- Quando l’acquirente può recedere dal contratto?
- Come si gestisce la vendita di più immobili insieme?
- Entro quanto tempo si possono far valere questi diritti?
Come funziona il prezzo nella vendita a misura?
Nella vendita a misura, le parti decidono che il prezzo dell’immobile dipende direttamente dalla sua estensione. Il costo viene stabilito in base a un tanto per ogni unità di misura, come ad esempio un prezzo fisso per ogni metro quadrato (art. 1537 c.c.). In questo caso, la precisione della misurazione è l’elemento che determina quanto l’acquirente deve pagare effettivamente al venditore.
Se dopo la firma ci si accorge che la misura reale dell’immobile è inferiore a quella indicata nel contratto, l’acquirente ha il diritto di ricevere una riduzione del prezzo. Al contrario, se l’immobile risulta più grande di quanto dichiarato, l’acquirente deve pagare un supplemento. Tuttavia, se l’eccedenza supera la ventesima parte della misura dichiarata, chi compra può decidere di non pagare la differenza e scegliere il recesso dal contratto. Per identificare correttamente il bene, la legge dà priorità alla descrizione tecnica e topografica dell’immobile rispetto a riferimenti soggettivi (Cass. 3.9.2010, n. 19044). Se all’atto è allegato un tipo di frazionamento, questo diventa il dato principale per definire i confini, poiché non lascia dubbi sulla volontà delle parti (Cass. 24.2.2004, n. 3533).
Quando il prezzo rimane fisso nella vendita a corpo?
La vendita a corpo avviene quando le parti concordano un prezzo complessivo per l’immobile, considerandolo nella sua interezza e indipendentemente dalle sue misure effettive. In questa situazione, il fatto che la casa sia leggermente più grande o più piccola non incide normalmente sul portafoglio. La misura dell’immobile, anche se indicata nell’atto, serve principalmente come elemento per identificare il bene insieme ai confini e ai dati catastali (Cass. 29.9.2004, n. 19600).
Esiste però una soglia di tolleranza stabilita dalla legge per tutelare i contraenti. Non si procede a rimborsi o supplementi a meno che la differenza tra la misura reale e quella indicata nel contratto non superi la ventesima parte (art. 1538 c.c.). Per esempio, se comprate una villa a corpo dichiarata di 200 metri quadri e scoprite che è di 195, il prezzo non cambia. Se invece la differenza è superiore al 5%, scattano i rimedi per il riequilibrio del prezzo. Anche in questo tipo di vendita è possibile chiedere la risoluzione del contratto o il risarcimento se l’altra parte ha agito con colpa o dolo (Cass. 3.12.2007, n. 25250). Per stabilire i confini esatti, il giudice deve verificare lo stato dei luoghi al momento della stipula (Cass. 22.11.2004, n. 22038).
Quando l’acquirente può recedere dal contratto?
Il diritto di recesso è la facoltà dell’acquirente di sciogliere il vincolo contrattuale quando la differenza di misura è troppo elevata. Questa decisione deve essere comunicata obbligatoriamente per iscritto (art. 1539 c.c.). Una volta esercitato il recesso:
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il venditore deve restituire l’intero prezzo ricevuto;
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il venditore deve rimborsare tutte le spese del contratto;
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l’acquirente ha l’obbligo di restituire l’immobile al venditore.
Se il venditore conosceva l’errore sulla misura e lo ha nascosto intenzionalmente, l’acquirente può richiedere anche il risarcimento del danno. Nel caso in cui la casa sia più grande del previsto e superi la soglia del ventesimo, l’acquirente ha sempre una doppia scelta: può decidere di tenere l’immobile pagando la differenza di prezzo oppure può recedere e annullare l’affare. Questa tutela serve a evitare che una persona si trovi obbligata a pagare una somma molto più alta di quella che aveva preventivato inizialmente.
Come si gestisce la vendita di più immobili insieme?
Può capitare che un unico contratto riguardi la vendita cumulativa di due o più immobili per un solo prezzo complessivo, pur indicando la misura di ciascuno di essi. In questa circostanza, la legge prevede un meccanismo di compensazione (art. 1540 c.c.). Se un immobile risulta più piccolo di quanto dichiarato e l’altro più grande, le differenze si annullano a vicenda fino a coprire la discrepanza.
Se dopo questa compensazione rimane ancora una differenza significativa, si applicano le regole ordinarie: l’acquirente riceverà una riduzione del prezzo se il totale complessivo è inferiore al dichiarato, oppure dovrà versare un supplemento se è superiore. Ad esempio, se comprate un appartamento e un garage e l’appartamento è più piccolo di 5 metri quadri mentre il garage è più grande di 5, le due misure si compensano e il prezzo finale rimane lo stesso pattuito nel contratto originale.
Entro quanto tempo si possono far valere questi diritti?
Non si può attendere troppo tempo per contestare le misure di una casa. Il diritto del venditore a ricevere il supplemento e quello dell’acquirente a ottenere la riduzione del prezzo o a recedere sono soggetti a una prescrizione breve. Il termine è di un anno a partire dal giorno della consegna dell’immobile (art. 1541 c.c.).
È fondamentale agire entro i dodici mesi dalla consegna materiale delle chiavi. Se l’acquirente scopre che la casa è più piccola dopo due anni dall’ingresso nell’abitazione, non potrà più richiedere legalmente il rimborso di una parte del prezzo, anche se la differenza supera la soglia del ventesimo. La consegna rappresenta il momento in cui l’acquirente entra in possesso del bene e ha la possibilità concreta di verificarne le reali dimensioni e caratteristiche.
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