Tensioni in europa
30 settembre 2026 alle 00:13
Duro monito di Mosca contro le esercitazioni Nato nelle repubbliche balticheMOsca. Scintille tra la Russia e la Nato. Mosca, infatti, ha scritto all'Alleanza per protestare contro ciò che definisce una linea «avventurista e irresponsabile», che comprende, a suo dire, esercitazioni volte a simulare «l'isolamento» dell'exclave di Kaliningrad, aumentando «notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto». La missiva - definita dalla Nato «un documento non ufficiale» o non paper - è stata consegnata dall'ambasciata russa in Belgio al Segretariato Internazionale dell'Alleanza.
«L’intero arsenale»
Il tono è bellicoso. Mosca si dice pronta a ricorrere «all'intero arsenale di armi a sua disposizione» per difendere il proprio territorio. Ovvero le armi nucleari. La Nato non a caso è andata subito al sodo. «Abbiamo inviato una risposta, sottolineando che siamo un'Alleanza difensiva e che nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte del territorio russo», ha affermato la portavoce, Allison Hart. «Condanniamo nettamente la minaccia dell'uso della forza, compresa qualsiasi retorica nucleare irresponsabile».
Insomma, le accuse sono incrociate. D'altra parte, dopo quasi cinque anni di guerra in Ucraina e una campagna di sabotaggi e attacchi ibridi in Europa sempre più sofisticata, la Russia non può proprio lamentarsi se la Nato prende le contromisure. E tra queste ci sono naturalmente i “war games” disegnati per elaborare una risposta nel caso in cui i Baltici fossero attaccati e venisse chiuso il corridoio Suwalki, il piccolo lembo di terra che collega l'allineatissima Bielorussia a Kaliningrad. Diversi leader alleati non ne hanno fatto mistero: in caso di azioni sconsiderate del Cremlino, l'exclave verrebbe «asfaltata».
La voce della Russia
La Russia è abilissima però a invertire gli addendi, pretendendo di cambiare il risultato. «L'Europa sta conducendo una guerra contro di noi», ha tuonato il ministro degli Ester Serghei Lavrov quando, a margine del Valdai International Discussion Club, si è rifiutato di confermare la campagna ibrida e anzi ha tirato in ballo le armi che l'Occidente dà all'Ucraina, usate poi per colpire la Russia. «Se intendete la distruzione delle infrastrutture utilizzate dal regime nazista (ucraino), con il supporto occidentale, per condurre una guerra contro la Federazione Russa, allora ricorriamo alla forza bruta per reprimere una minaccia diretta contro di noi», ha sottolineato. Parole sferzanti quando ancora si hanno negli occhi le immagini, a Kiev, dell'Accademia delle Scienze in fiamme e degli ospedali colpiti dai missili russi. Non a caso l'Università Nazionale Taras Shevchenko offrirà lezioni a distanza, fino al 16 ottobre, a causa del deterioramento della sicurezza per l'escalation di attacchi sulla capitale.
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