Dieci idee (fuori porta) per un Ferragosto in Lombardia: dalla Brianza vista laghi, alla Bassa con colline

2026/08/07

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Tante le scelte per una gita in giornata il 15 agosto: dall’Oltrepo ai vigneti dell’Alessandrino, alle autoproduzioni delle cascine del Milanese

Dieci idee (fuori porta) per Ferragosto Dalla Brianza vista laghi alla Bassa con colline, dall’Oltrepo ai vigneti dell’Alessandrino, alle autoproduzioni delle cascine del Milanese

Milano, 7 agosto 2026 – Meglio di un antidepressivo o di un modulatore dell’umore. Perché ci sono abitudini che non tramontano: con il tempo, diventano (e sono diventate) una compensazione psicologica e pure golosa per chi, suo malgrado, è costretto a passare in città i giorni più torridi dell’estate invece di starsene con i piedi a mollo in qualche spiaggia della Riviera o lungo i sentieri rigeneranti di fresche località di montagna.

Pura evidenza. Per i milanesi “che non sono partiti” la gita fuori porta di Ferragosto non è solo una consuetudine. È una simulazione in versione tascabile della vacanza che non hanno saputo, potuto o voluto concedersi. Si sublima nella ricerca di una meta speciale abbastanza vicina alla città che abbia la bellezza invitante dei luoghi risparmiati dal troppo cemento, dal troppo traffico, dal tropo rumore. Insomma, dal troppo tutto. E si esalta nella ricerca di un “altrove” che abbia la forma e le fattezze di una locanda, di un agriturismo, di una trattoria o di un resort, dove accomodarsi, sentirsi accolti, accuditi, coccolati e, possibilmente, dove apprezzare una cucina curata e non dozzinale.

Peraltro, ben sapendo che nella peggiore delle ipotesi, il conto finale sarà comunque più ragionevole, clemente e meno oneroso di quello che, sempre loro, i milanesi, si vedono imporre pranzando o cenando in un ristorante (le eccezioni sono rare) a Brera, nella Cerchia dei Navigli, all’Isola e perfino al NoLo, insomma in una metropoli dove la ristorazione è ormai impazzita.

Il “dove” conta, ed è indubbio. Ma gli spunti non mancano anche senza andare troppo lontano. Vanno sempre alla grande la Brianza, lecchese e comasca, per la prossimità al Lario; la Bassa, specie nel punto in cui la piatta campagna lodigiana viene spezzata dalla comparsa delle piccole colline di San Colombano al Lambro; l’Oltrepò Pavese con la Valle Staffora che è una perla dell’Appennino lombardo; la fetta di Piemonte alessandrino che a meno di un’ora di autostrada regala gli scorci paesaggistici di grande suggestione tra la Val Borbera e i vigneti di Gavi.

E la zona rurale a sud-ovest di Milano, punteggiata da una quantità strepitosa di cascine e azienda agricole che hanno fatto della buona tavola una bandiera all’insegna del mood “offriamo quello che produciamo”. In un mondo in cui il cibo è quasi tutto processato, è una meraviglia che vale il viaggio. E il Ferragosto.

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