Home > Salute > “Dialogo col futuro”: dentro il rinnovato Museo dell’Iss dove la scienza diventa musica
Il Museo dell’Istituto superiore di sanità torna a nuova vita: il racconto della giornata inaugurale e tutte le novità
“Questo museo non è soltanto un luogo fisico, ma un dispositivo di memoria e di responsabilità: racconta come la scienza e la nostra istituzione hanno affrontato nel tempo le sfide della salute pubblica”. Sta tutta in queste parole la mission che anima il rinnovato Museo dell’Istituto superiore di sanità, il principale istituto di ricerca italiano nel settore biomedico e organo tecnico-scientifico del Ssn. A pronunciarle è Antonio Mistretta, direttore del museo e della Comunicazione scientifica dell’Istituto.
Un museo che dialoga col futuro
“Oggi restituiamo il museo alla comunità scientifica e al Paese in una forma rinnovata, capace di interpretare il presente e di dialogare con il futuro”, commenta soddisfatto il presidente dell’Iss Rocco Bellantone. “Un museo scientifico oggi non può limitarsi a conservare, deve rendere intellegibile la complessità, orientare lo sguardo, contribuire alla costruzione di una cittadinanza informata”.
La sezione dedicata all’amianto
A impreziosire il museo – riaperto dopo diversi musei di ristrutturazione – una sezione dedicata all’amianto, che per l’Italia ha rappresentato “una storia dolorosa e complessa, ha segnato territori e comunità di lavoratori, e le patologie correlate all’esposizione sono state al centro di battaglie scientifiche, giuridiche e sociali”, ricorda il professor Mistretta. Documenti, reperti, immagini e materiali multimediali aiutano il visitatore a comprendere i costi umani e ambientali dell’amianto, oltre al ruolo giocato dalla ricerca e dalla prevenzione.
“La scienza ha avuto il coraggio di dimostrare che il progresso dell’amianto aveva un costo umano insopportabile: non può esserci progresso senza benessere per le persone”, sottolinea il direttore generale dell’Iss Andrea Piccioli. “Questo museo, incastonato come un piccolo gioiello nella sede dell’Istituto superiore di sanità, ci ricorda l’importanza della ricerca, la necessità di dare risposte che siano fondate sulla scienza per preservare la salute dei cittadini”, dichiara il ministro della Salute Orazio Schillaci poco prima del taglio del nastro.
Le tavole di Canova
Ma la vera chicca del nuovo museo, all’insegna della tecnologia e dell’inclusività, è l’installazione virtuale dedicata alle 17 tavole miologiche disegnate da Antonio Canova e custodite presso la biblioteca dell’Iss. Le tavole sono state digitalizzate in alta definizione e inserite in un’installazione che permette di esplorarle nei dettagli.
Grazie a un algoritmo i disegni vengono inoltre trasformati in musica: colori, contorni e altri elementi visivi sono convertiti in una melodia, poi armonizzata da un modello di intelligenza artificiale. Un’esperienza pensata soprattutto per rendere le opere accessibili alle persone con disabilità visive.
“Il Museo dell’Iss – conclude Mistretta – vuole essere uno dei luoghi in cui il futuro della salute pubblica entra nella nostra coscienza collettiva, attraverso memoria, conoscenza e dialogo tra istituzioni, ricerca e cittadinanza”.
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