Reggio Emilia, 11 agosto 2026 – Ci sono anche alcuni reggiani rimasti coinvolti nel disastroso terremoto che ha colpito la Colombia occidentale nel primo pomeriggio di ieri.
Si tratta di Eugenio Moratti, 33 anni a cavallo di ferragosto, che avrebbe dovuto festeggiare proprio durante la vacanza, e che da circa una settimana stava portando avanti, insieme con la sua fidanzata fiorentina e un gruppo di amici universitari, un tour del Paese sudamericano. E di una coppia di Correggio: Elena Vezzani e Filippo Cirillo.

Terribile terremoto in Colombia Turisti reggiani «È crollato il tetto in aeroporto»
Moratti, assieme agli altri nostri connazionali, al momento della tremenda scossa, di magnitudo 7.4 della scala Richter, si trovava all’interno dell’aeroporto di Pereira, a circa 30 chilometri dall’epicentro del sisma, dove assieme al resto del gruppo avrebbe dovuto prendere un volo interno.
“In aeroporto sono crollate le lamiere del soffitto”
E proprio lì la comitiva italiana ha vissuto momenti di grande paura perché, come documentato da numerosi video diffusi sui social, il tetto dell’aerostazione, per la violenza della scossa, è crollato, costringendo alla fuga, in un comprensibile clima di confusione e panico, centinaia di passeggeri, con loro i ragazzi reggiani e altri italiani.
“Stiamo tutti bene, per fortuna – queste le dichiarazioni di Eugenio Moratti che il Carlino è riuscito a contattare a tarda sera, mentre, a bordo di un pullman, stava raggiungendo la città di Medellin – ma ce la siamo vista davvero brutta. Mentre stavamo imbarcando i bagagli abbiamo sentito una scossa fortissima. Inizialmente pensavamo fosse atterrato un aereo molto vicino, ma poi ha iniziato a tremare tutto fortissimo. Successivamente hanno cominciato a crollare le lamiere del soffitto, e poi il resto del tetto, proprio mentre stavamo scappando velocemente fuori dall’aeroporto. Per fortuna la struttura ha retto. Appena usciti – prosegue il suo racconto il giovane reggiano – c’era una sorta di rampa che tremava tantissimo non si riusciva a stare in piedi; per fortuna siamo riusciti a raggiungere una zona sicura, un campo di fronte all’edificio. E lì ho incontrato casualmente una coppia di ragazzi di Correggio”.

Immagini del terremoto in Colomba (Afp)
Anche loro sono riusciti a salire, assieme a Moratti e al suo gruppo, con altri italiani che si trovavano a Pereira, in tutto una quindicina, sulla corriera con destinazione Medellin. Primo passo verso il ritorno in Italia.
Ora cercheranno in tutti i modi di tornare in Italia
“Per il trasporto ci siamo dovuti arrangiare, le compagnie aeree non aiutavano in questo senso. Con gli altri italiani abbiamo fatto squadra e siamo riusciti a trovare un trasportatore privato che ci sta portando a Medellin. Nella prima parte del viaggio siamo riusciti a renderci conto della terribile gravità del terremoto, abbiamo visto decine di palazzi crollati”.
Obiettivo prioritario ora per il professionista reggiano, e per gli altri due reggiani e connazionali, è trovare il modo di fare ritorno in Italia, cosa assolutamente non semplice data la gravità della situazione.
Per l’alta intensità del terremoto infatti danni, a gravità decrescente, ci sono anche a decine e centinaia di chilometri dall’epicentro, ivi compresa la capitale della Colombia, Bogotà. Prima di arrivare all’aeroporto di Pereira per proseguire il tour Moratti, con la fidanzata e gli amici, aveva appena svolto un’escursione nel deserto del Tatacoa, nei pressi delle Ande colombiane.
La preoccupazione della comunità colombiana locale
Comprensibile l’apprensione, soprattutto a causa delle difficoltà nei collegamenti, anche via web, nell’attesa di notizie, in seno alla comunità colombiana che vive nella nostra città, poco più di 150 persone, a cui molti reggiani avevano espresso solidarietà quando, nel 2021, diversi suoi esponenti erano scesi in piazza contro la repressione che il Governo del Paese, all’epoca, attuava nei confronti degli oppositori.
Solidarietà che, a maggior ragione, non mancherà anche in questa occasione. Colombiano è anche il centro della Una Hotels, Jaime Echenique, che al momento si trova negli Usa per motivi personali ma sta seguendo la situazione. Il giocatore è originario di Barranquilla, a circa 1000 chilometri dalla zona più colpita, città dove sorge anche il ’Colegio Aleman’, scuola dell’Infanzia che segue il metodo del ’Reggio Approach’ e quindi ha un importante link con la nostra città.
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