di Michele Mezzanzanica "Le Denominazioni Comunali non sono un marchio, sono la ’carta d’identità’ di un Comune. La costoletta alla milanese,...

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di Michele Mezzanzanica "Le Denominazioni Comunali non sono un marchio, sono la ’carta d’identità’ di un Comune. La costoletta alla milanese, gli spaghetti all’amatriciana, la Pitta di Catanzaro e il pane del Reno: piatti che raccontano e identificano le città". Da questo presupposto nasce Andeco, l’Associazione Nazionale delle Denominazioni Comunali, presieduta da Roberto De Donno, esperto di marketing territoriale che alle De.Co. ha dedicato due libri e 25 anni di lavoro.
"Come aveva sottolineato Gino Veronelli, se solo il Sindaco può autorizzare dove sono nato, con la sua firma sulla carta d’identità, allo stesso modo i produttori certificano l’origine di un prodotto mettendoci la loro firma". Questo perché nel ricco patrimonio gastronomico italiano, si rischia di fare confusione. "A Roma – racconta De Donno – ci sono circa 600 ristoranti che cucinano l’amatriciana senza gli ingredienti principali, vale a dire il guanciale e il pecorino di Amatrice. A Bologna, invece, la città metropolitana ha creato la De.Co. dei saperi per tutelare le circa 600 sfogline che ancora piegano il tortellino secondo l’antico metodo tradizionale, organizzando anche corsi di formazione per le nuove generazioni".
Due esempi, uno virtuoso e l’altro no, che spiegano la necessità di Andeco, fondata da 11 esperti di Puglia, Calabria, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Lombardia a Bariano, in provincia di Bergamo, in quel Convento dei Beveri sede del seminario permanente Veronelli. Non a caso, come soci onorari figurano Lucia Veronelli e Gian Arturo Rota, figlia e genero del compianto Gino, padre della critica enogastronomica italiana. "Fondata nel centenario della nascita dell’illustre giornalista e scrittore – spiega De Donno – Andeco si propone di dare continuità al suo pensiero profondamente legato alla cultura del territorio. L’attenzione al genius loci, che Veronelli considerava il presupposto per tramandare i valori della terra, dell’artigianato e del sapere della tradizione, sarà occasione per sottolineare l’importanza del ‘camminare la terra’, suo concetto chiave per riflettere sull’identità dei luoghi".
Le De.Co. identificano il prodotto come elemento precipuo del territorio in cui esso nasce, coltivandone il valore naturale e storico-sociale. La tradizione culturale, di cui esse si fregiano, attribuisce al prodotto un’attenzione antropologica, dalla quale si evincono elementi fondamentali per comprendere la peculiarità del luogo. Dalle De.Co. scaturisce una testimonianza concettuale che accentua il culto del territorio, rispettando il genius loci che lo anima.
Coerentemente con l’insegnamento di Veronelli, l’Associazione si fa promotrice del valore ontologico del luogo, dando rilievo anche ai saperi che lo hanno reso speciale, ossia unico nella specifica connotazione derivante anche da aspetti morfologici, climatici e geografici che forgiano i prodotti della terra e artigianali. In tal senso, il lavoro dell’Associazione si prefissa la necessità di interagire con le amministrazioni competenti, ma anche con i produttori e gli artigiani, con le attività commerciali e di ristorazione, nonché con i cittadini, affinché si promuova una sensibilizzazione capillare di approfondimento sul concetto di ’luogo’. La priorità degli obiettivi si inserisce proprio nel significato etimologico del senso del ’coltivare’ cultura per proteggere, quanto più possibile, la meraviglia intrinseca del concetto veronelliano del ’camminare la terra’.
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