Non solo il caos sulle norme per gli alunni stranieri, che ancora in queste ore pare stia subendo interventi sulle norme più scivolose: il decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 24 settembre affronta anche diversi altri aspetti della scuola italiana che rischiano di passare in secondo piano. Il ministro dell’Istruzione Valditara aveva specificato da New York la necessità di un decreto legge “perché urge intervenire da quest’anno” ma, stando alle altre misure contenute nel testo in circolazione, le priorità sull’Istruzione del governo paiono rimandare, se non ignorare, punti fondamentali: dall’assenza di interventi su precariato e stipendi, al latino facoltativo, dall’allargamento (limitato) della platea per i bonus sui libri, al riordino dei fondi. Per dirla con le parole della vicepresidente dem della Camera, Anna Ascani: “Se proprio vogliono occuparsi dell’integrazione, costruiscano le condizioni per una educazione di qualità per tutti, italiani e non, in istituti decorosi e innovativi e dando riconoscimento professionale a chi lavora nella scuola”.
Ma andiamo con ordine.
Latino alle medie: facoltativo e solo se si può
Dopo mesi di discussioni e accuse, arriva finalmente il tanto. questionato latino alle scuole medie. partirà dal prossimo anno scolastico (2027/28) ma, a quanto pare, sarà facoltativo: un’ora aggiuntiva alla settimana, 33 all’anno, affidata a docenti con specifici requisiti di studio. Il limite: bisogna utilizzare personale e risorse già disponibili. Manca infatti un finanziamento dedicato all’ora in più e quindi la sua applicazione dipenderà dall’offerta degli istituti, dalla loro disponibilità di docenti qualificati e dalle possibilità organizzative delle scuole.
Tecnici e professionali diventano licei
Arriva anche l’ “omologazione” dei licei. Gli istituti tecnici e professionali diventeranno infatti rispettivamente “licei tecnologici” e “licei professionali”, mantenendo il proprio ordinamento. “C’è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni – ha detto la premier Giorgia Meloni – chi sceglie un istituto tecnico o professionale fa una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo. È un’ingiustizia verso centinaia di migliaia di ragazzi e i loro insegnanti, e un danno per l’Italia”.
Il nuovo nome non comporta, però una trasformazione dei percorsi di studio e nonostante siano state riviste alcune tabelle del monte ore, oltretutto ad anno scolastico iniziato, la Flc Cgil ha parlato di tardiva e parziale nonché “mera” operazione di facciata. Sono poi anche previsti altri 10 milioni nel 2027 per i campus della filiera tecnologica e professionale.
Libri di testo: si allarga la platea Isee ma…
L’allargamento della platea per i contributi sui libri scolastici è un altro annuncio parziale. Il fondo aggiuntivo da 20 milioni annui, introdotto dalla legge di bilancio, dal 2027 avrà infatti una soglia Isee di 40 mila euro anziché 30 mila. Sarà però riservato solo alla prima media e alla prima e terza superiore, mentre prima comprendeva tutti gli anni delle superiori. La restrizione riguarda ovviamente soltanto questo fondo: restano invariati gli altri contributi regionali e comunali, con i rispettivi requisiti e soglie. Nessuna risposta, invece, sulle detrazioni per i libri chieste dalle famiglie e dall’Associazione italiana editori.
Tutor e orientamento dal fondo di formazione
Sono invece previsti 70 milioni per proseguire nel 2026/27 le attività di orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione scolastica. Anche qui, un gioco di equilibrio di bilancio. La copertura aggiuntiva vale per un solo anno e il decreto prevede l’utilizzo di 40 milioni dal fondo per la formazione continua e incentivata degli insegnanti.
Precari e organici: nulla cambia
Il nodo del precariato rientra invece a pieno titolo nell’ambito delle occasioni mancate. Dal 2027/28 si amplia l’utilizzo di alcune graduatorie per i funzionari scolastici, entro le assunzioni autorizzate ma non c’è traccia di un piano generale di stabilizzazione dei docenti. La segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi, denuncia l’assenza di risposte per gli oltre 220 mila precari stimati dal sindacato. La leader Cisl Daniela Fumarola chiede di stabilizzare anzitutto il sostegno, rendere permanenti i posti nati con il Pnrr e coprire nella prossima manovra i 30 mila posti Ata che indica come vacanti. Resta senza risposta anche la richiesta, rilanciata dall’Anief, di un canale stabile di assunzione in ruolo dalle Gps, le graduatorie provinciali per le supplenze, da affiancare ai concorsi.
Sostegno e continuità: un’altra occasione mancata
Passiamo al sostegno. Per gli alunni già inseriti nella stessa scuola, si prevede che il piano educativo individualizzato (Pei) venga definito entro giugno, con possibilità di aggiornamento in autunno. Si indica come prioritario il mantenimento delle ore nell’anno successivo, ma resta il vincolo che più di tutto affligge i precari del sostegno, che spesso sono costretti a lasciare i propri alunni con cui tanto faticosamente hanno creato una base di lavoro e un legame: “Fatta salva l’assegnazione dell’organico”, si legge. L’anticipo può migliorare la programmazione ma non finanzia nuovi posti né garantisce, da solo, lo stesso insegnante.
“Con pazienza ho conquistato la fiducia dell’alunna, della famiglia, degli psicologi e dell’Istituto dei Ciechi – ci racconta una insegnante di sostegno – Avevamo creato una rete preziosa per la sua autonomia. A cosa serve però far chiedere alla famiglia la conferma del docente, raccogliere la disponibilità mia e del dirigente se poi arriva l’algoritmo e spazza via tutto? Che sia per l’assenza del mio nome nel ‘bollettino zero’ o per l’arrivo di una collega in trasferimento, la continuità viene spezzata. Per l’alunna significa ricominciare da capo: mesi di lavoro pedagogico contano meno di una stringa di codice”.
Stipendi e premi: a chi poco, a chi nulla
E se il decreto finanzia con 5 milioni gli straordinari nelle scuole legati anche alle scadenze del Pnrr, prevede un compenso una tantum per la formazione incentivata e aggiunge altri 14 milioni destinati alla parte variabile e di risultato della retribuzione dei dirigenti scolastici per il 2025/26, restano assenti aumenti stabili e generalizzati per docenti e Ata: è l’altro vuoto denunciato dalla Flc Cgil. “La scuola – dice Fracassi – non si migliora con le esclusioni o con i tetti percentuali, ma garantendo risorse concrete. Servono salari dignitosi e la stabilizzazione dei precari. Servono docenti di italiano L2 stabili in tutte le scuole, figure di mediazione culturale, meno alunni per classe e risorse ordinarie contro la dispersione scolastica. Il Governo sceglie invece di ignorare la carenza di organici, il precariato e i problemi reali degli istituti italiani, e approva un decreto discriminatorio e propagandistico”.
Cyberbullismo e rispetto: i soldi dal fondo per la violenza sulle donne
Infine, si interviene sul fondo contro il cyberbullismo che aumenta di 4 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Altri 3 milioni annui potenziano i percorsi di educazione al rispetto, alle relazioni e contro la violenza di genere. Entrambi gli incrementi attingono al fondo da 7 milioni annui già previsto per attività educative contro la violenza sulle donne, sul consenso e sulle pari opportunità, anche con i centri antiviolenza. Si ridisegna quindi la destinazione di risorse esistenti, seppur gestite da altri dicasteri: una parte finanzia il cyberbullismo, l’altra mantiene le finalità affini alla sua designazione originaria.
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