Il Decreto Ambiente-bis approvato il 2 ottobre 2026 semplifica il permitting PNRR e PNIEC accorpando le autorizzazioni paesaggistiche alle procedure ambientali.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 2 ottobre 2026 un nuovo decreto-legge che interviene in modo diretto sul permitting — ovvero il sistema di autorizzazioni — per i progetti legati al decreto ambiente permitting PNRR e al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Il provvedimento, noto come Decreto Ambiente-bis, punta a semplificare le procedure istruttorie che da anni rappresentano uno degli ostacoli principali alla realizzazione degli impianti previsti dagli strumenti di pianificazione energetica e climatica italiani.
Cosa cambia con il Decreto Ambiente-bis sul fronte autorizzativo
Uno dei punti centrali del decreto riguarda l’accorpamento dell’autorizzazione paesaggistica alle procedure ambientali già previste per i progetti PNRR e PNIEC. Si tratta di una misura che risponde a una criticità concreta: fino ad oggi, la necessità di ottenere separatamente il via libera paesaggistico allungava i tempi complessivi del procedimento, anche quando le valutazioni ambientali erano già in corso o addirittura concluse.
Con il nuovo decreto, le due procedure vengono ricondotte a un unico percorso istruttorio. In teoria, questo dovrebbe evitare duplicazioni burocratiche e ridurre i momenti di attesa tra una fase e l’altra del procedimento autorizzativo. Il rafforzamento delle istruttorie ambientali — esplicitamente indicato come obiettivo del provvedimento — va letto in questo senso: non si tratta di allentare i controlli, ma di renderli più efficienti e meno frammentati.
Il contesto: perché il permitting è ancora un nodo irrisolto
Il tema delle autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili e per le infrastrutture energetiche è al centro del dibattito italiano da diversi anni. I ritardi accumulati nell’iter autorizzativo hanno più volte rischiato di compromettere il rispetto delle scadenze fissate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal PNIEC, i due strumenti che definiscono gli obiettivi di transizione energetica dell’Italia per il decennio in corso.
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Il problema non è nuovo: secondo diversi operatori del settore, i tempi medi per ottenere l’Autorizzazione Unica per un impianto eolico o fotovoltaico di grandi dimensioni si sono spesso protratti per anni, ben oltre i limiti previsti dalla normativa. Sovrapposizioni di competenze tra enti diversi, ricorsi amministrativi e frammentazione delle procedure hanno contribuito a questo scenario.
Il Decreto Ambiente-bis 2026 si inserisce in una serie di interventi normativi che il governo italiano ha adottato negli ultimi anni per cercare di sbloccare questa situazione. Il decreto legge approvato il 2 ottobre rappresenta l’ultimo tassello di questo percorso, con un focus specifico sul decreto ambiente permitting PNRR e sulle procedure legate al PNIEC.
Il rafforzamento delle istruttorie: più efficienza, non meno rigore

Il decreto è esplicitamente dedicato al rafforzamento delle istruttorie ambientali. Questo aspetto merita attenzione, perché rischia di essere frainteso: semplificare non significa abbassare la soglia di controllo ambientale sui progetti. L’obiettivo dichiarato è rendere i procedimenti più snelli dal punto di vista organizzativo, non ridurre la qualità delle valutazioni.
L’accorpamento dell’autorizzazione paesaggistica alle procedure ambientali va in questa direzione: invece di due istruttorie parallele o sequenziali gestite da soggetti diversi, si punta a una valutazione integrata che consideri insieme gli aspetti ambientali e quelli paesaggistici. Un approccio che, se ben implementato, potrebbe effettivamente ridurre i tempi senza sacrificare la qualità dell’analisi.
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Resta da vedere come questo si tradurrà nella pratica. Le norme di semplificazione, in Italia, hanno spesso incontrato difficoltà applicative legate alla capacità amministrativa degli enti coinvolti, alla disponibilità di personale qualificato e alla necessità di adeguare i sistemi informativi. Il decreto introduce le regole; la loro efficacia dipenderà anche dall’attuazione concreta.
Cosa sappiamo e cosa ancora non è chiaro
Le informazioni disponibili al momento della pubblicazione di questo articolo riguardano le misure principali del provvedimento: l’accorpamento delle autorizzazioni paesaggistiche e il rafforzamento delle istruttorie per i progetti PNRR-PNIEC. Il testo integrale del decreto-legge, necessario per valutare nel dettaglio l’ambito di applicazione e le eventuali misure accessorie, è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Non è ancora possibile quantificare con precisione l’impatto atteso sui tempi di realizzazione degli impianti: si tratta di una valutazione che richiederà dati applicativi concreti, disponibili solo dopo l’entrata in vigore e la prima fase di attuazione del decreto. Allo stesso modo, alcune disposizioni menzionate in relazione al provvedimento — come eventuali norme su scavi e deposito temporaneo — non risultano al momento dettagliate in fonti verificabili.
Per chi segue da vicino il settore delle energie rinnovabili e delle infrastrutture energetiche, il decreto rappresenta comunque un segnale politico chiaro: il governo considera il decreto ambiente permitting PNRR una priorità urgente, tanto da ricorrere allo strumento del decreto-legge, che entra in vigore immediatamente e richiede conversione parlamentare entro sessanta giorni. Il percorso in Parlamento sarà l’occasione per approfondire e, eventualmente, modificare le misure introdotte. Seguiremo gli aggiornamenti man mano che il testo diventerà pienamente accessibile e le prime applicazioni pratiche consentiranno una valutazione più completa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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