Dario Franceschini, il ritorno. Applausi alla Festa dell’Unità, Matteo Renzi: “Persona vera”

2026/09/11

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Matteo Renzi e Dario Franceschini durante l’incontro a Reggio Emilia

Matteo Renzi e Dario Franceschini durante l’incontro a Reggio Emilia

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Reggio Emilia, 11 settembre 2026 – Un abbraccio affettuoso e collettivo. Così il pubblico della sala Francesco Guccini della Festa dell’Unità di Reggio ha accolto l’ex ministro Dario Franceschini, alla prima uscita pubblica dopo l’intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui ha raccontato di essere affetto dal morbo di Parkinson, diagnosticatogli nel 2020. Con lui sul palco il leader di ItaliaViva Matteo Renzi, già presidente del consiglio e il senatore del Pd.

L’omaggio di Renzi

“Dobbiamo essere grati a Dario. Il modo con il quale si reagisce a una difficoltà e si accompagnano le persone care ad affrontare questa difficoltà, fa la differenza tra una persona vera e una che non lo è”, è l’omaggio di Renzi. Che ha scelto questo palco per lanciare messaggi chiari al Pd: non intende candidarsi alle primarie di coalizione, né chiede di sedere al tavolo per il programma del centrosinistra. E non rivendica nemmeno un posto blindato in Parlamento.

Il tema delle primarie

Sul tema delle primarie Renzi apre possibilità, affermando però che “una mia candidatura non mi pare abbia senso” anche se “se gestite bene, non sono dilanianti, ma un ottimo luogo di discussione”. Poi ancora. “Non entro nella lista del maggioritario. Dico no al posto blindato. Se Iv non prende voti ci sta che resti fuori dal Parlamento”. E poi la sostanza. “C‘è chi dice: non voglio vedere Renzi nella foto con Schlein, Conte e Avs – ha detto Renzi – Io in quella foto non ci devo essere, non ci voglio essere. Siamo disponibili a farci rappresentare da qualcuno che non sia Renzi: io individuerei un sindaco o una sindaca” come “Salis e Manfredi”.

La necessità di restare uniti

Renzi insiste sulla necessità di restare uniti, perché altrimenti “alle prossime elezioni vincono loro e se succede, Meloni va al Quirinale e a Palazzo Chigi ci va il secondo della coalizione, che potrebbe essere Vannacci”. Compattezza richiesta anche da Franceschini, che riconosce che “ci piaccia o no, senza M5s non si vincono le elezioni”. Sul sostegno all’Ucraina, Renzi ricorda che “nel febbraio 2022 ho detto che c’era bisogno di un inviato speciale dell’UE in Ucraina, perché la pace si costruisce con la diplomazia. Tuttavia sono convinto che se non avessimo dato armi all’Ucraina e sanzioni ai russi, oggi l’Ucraina non ci sarebbe”. Infine un commento alla vittoria dell’AfD in Sassonia: “La globalizzazione ha portato nuove paure. La destra ha dato una risposta solo illusoria di protezione. Noi dobbiamo capire però che il mondo è cambiato e che le risposte ideologiche non possono più bastare”, ha chiosato Franceschini.

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