Luciano Darderi osserva Jannik Sinner e Carlos Alcaraz da una prospettiva privilegiata: quella di chi ha potuto misurarsi direttamente con entrambi. Lo scorso agosto affrontò lo spagnolo al terzo turno dello US Open, raccogliendo sei giochi; pochi mesi più tardi, all’Australian Open 2026, raggiunse per la prima volta gli ottavi di finale di uno Slam e venne fermato in tre set dal numero uno del mondo. Due sconfitte nette, ma anche due esperienze sufficienti per avvertire da vicino le differenti forme di pressione esercitate dai principali riferimenti del circuito.
Il ventiquattrenne italo-argentino ne ha parlato in un’intervista concessa ad Azzurra, la rivista mensile di OA Sport, che gli ha dedicato la copertina del numero 16. Un racconto incentrato dunque sul confronto fra Sinner e Alcaraz, ma anche sulla sua crescita e sulle ambizioni per il futuro: entrare tra i primi cinque del mondo, vincere gli Internazionali d’Italia e conquistare un posto nella squadra azzurra di Coppa Davis. Le dichiarazioni riportate in questo articolo sono tratte dall’intervista pubblicata dalla testata.
Una stagione da protagonista
Il 2026 ha consolidato la posizione di Darderi ai vertici del movimento italiano. Oltre agli ottavi raggiunti a Melbourne, l’azzurro ha conquistato il titolo nell’ATP 250 di Santiago, si è spinto fino alla semifinale agli Internazionali d’Italia e ha disputato la finale sulla terra di Bastad. Risultati che lo collocano al numero 23 del ranking e al quarto posto tra gli italiani, alle spalle di Sinner, Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti. Nel corso della stagione era arrivato anche a ridosso della Top 15.
Una crescita accompagnata dall’evoluzione di un tennis inizialmente associato quasi esclusivamente alla terra battuta. La potenza del diritto, la pesantezza delle rotazioni e la solidità fisica restano i tratti più riconoscibili del suo gioco, ma i progressi compiuti sulle superfici rapide gli hanno permesso di aumentare continuità e ambizioni. Proprio il confronto con i migliori aiuta ora Darderi a comprendere la distanza che ancora lo separa dal vertice e, soprattutto, la natura molto diversa dei problemi posti da Sinner e Alcaraz.
Sinner: pressione continua e controllo delle emozioni
Nella descrizione di Jannik, Darderi parte dalla sua “straordinaria solidità da fondocampo”. Non si tratta soltanto della velocità dei colpi, ma della capacità di mantenere costantemente l’iniziativa, imprimendo accelerazione alla palla senza perdere equilibrio e precisione. Una pressione progressiva che riduce il tempo a disposizione dell’avversario e rende estremamente complicato interrompere il ritmo dello scambio.
L’aspetto tecnico, tuttavia, non è l’unico a impressionarlo. Darderi individua nella costanza del lavoro, nella capacità di schermarsi da ciò che avviene all’esterno e nella “padronanza emotiva nei momenti di pressione” altre componenti essenziali della superiorità di Sinner.
Alcaraz: forza, varietà e capacità di trasformare il punto
La descrizione di Alcaraz parte invece dalla sua “eccezionale forza fisica, velocità e varietà di colpi”. Darderi sottolinea la potenza del diritto – il suo fondamentale migliore – carico di rotazione, la resistenza negli scambi da fondo e l’efficacia del servizio, ma soprattutto la quantità di soluzioni di cui dispone lo spagnolo: “la sua rapidità gli consente un’eccellente fase difensiva. Si adatta molto bene a tutte le superfici, sebbene la terra battuta esalti al massimo il suo potenziale”.
Top 5, Roma e Coppa Davis: le ambizioni di Darderi
Accanto all’analisi dei due campioni, nell’intervista trovano spazio anche i grandi obiettivi di Darderi: entrare tra i primi cinque giocatori del mondo e vincere gli Internazionali d’Italia. Ambizioni elevate, che l’azzurro accompagna alla volontà di concentrare sempre più la propria programmazione sugli appuntamenti di maggior peso, in particolare i Masters 1000 e i tornei del Grande Slam.
Tra i “sogni nel cassetto” di Darderi rientra anche la Coppa Davis. Luciano non considera la convocazione un traguardo acquisito, soprattutto per l’elevatissima concorrenza all’interno del movimento italiano, ma si sente pronto a rispondere a un’eventuale chiamata e non nasconde il desiderio di rappresentare la Nazionale.
La programmazione dei prossimi mesi sarà coerente con la volontà di misurarsi sempre più spesso nei grandi appuntamenti. Tra agosto e settembre Darderi giocherà in Canada e nello swing statunitense, prima di proseguire la stagione in Asia, con tornei in Giappone, Cina e Kazakistan.
>> Home