Dante, il murale da salvare: “Ho chiesto un preventivo allo studio dell’artista Kobra”

2026/09/13

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Realizzato 10 anni fa sul muro del cortile del Mordani in via Pasolini a Ravenna, oggi il Sommo è scrostato anche a causa delle biciclette spesso parcheggiate Miccoli: “Siamo in contatto”; Sbaraglia: “Va mantenuta la paternità dell’opera”

A sinistra, Kobra osserva la sua opera appena realizzata nel 2016; a destra, ecco come si mostra oggi il murale, scolorito e una striscia è completamente scrostata (Foto Corelli)

A sinistra, Kobra osserva la sua opera appena realizzata nel 2016; a destra, ecco come si mostra oggi il murale, scolorito e una striscia è completamente scrostata (Foto Corelli)

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Ravenna, 13 settembre 2026 – A dieci anni dalla sua realizzazione, il murale di Dante in via Pasolini è diventata una delle opere più visitate (e fotografate) di Ravenna. Scolaresche e visitatori da tutto il mondo vi posano davanti e anche le guide turistiche accompagnano qui abitualmente i loro gruppi. Eppure, come è noto, il muro è in buona parte scrostato all’altezza di circa un metro e dieci. Qui, purtroppo, negli anni sono state parcheggiate tantissime biciclette e nemmeno il cartello informativo appeso dal comune è bastato a preservarlo. Dopo 10 anni, naturalmente, anche i colori non sono più quelli di una volta, gli effetti delle intemperie sono visibili: Dante scolorisce.

La realizzazione dell’opera

L’opera, sul muro esterno della scuola pubblica Filippo Mordani, fu realizzata nel 2016 dall’artista brasiliano di fama internazionale Kobra nell’ambito della mostra ‘Id Dante’. Il progetto fu lanciato da Marco Miccoli di Bonobolabo e passò alla storia come il primo murale autorizzato nel centro storico della città. Per molti – si ricordano tra gli altri le interrogazioni di Viva Ravenna – è un tesoro da preservare.

"La cosa più giusta sarebbe affidare il lavoro allo staff di Kobra”

Che fare dunque? “Con il comune stiamo dialogando da diversi mesi – racconta Miccoli – e ci stiamo interrogando su cosa fare. Se rimanesse com’è, già sarebbe ’salvo’, il problema è che rischia di peggiorare. Il tema del decadimento delle opere di street art, poi, è aperto. C’è chi ritiene che i segni del tempo siano parte dell’opera stessa. Perciò, ci sono diverse strade. Da un lato, la priorità è fare in modo che le biciclette non possano essere appoggiate, escludendo però l’idea della teca di plexiglass, in modo che non ci siano ulteriori distaccamenti di intonaco. Dall’altro, ci sono alcune realtà che si sono offerte di metterci mano, ma si rischierebbe di perdere la paternità dell’opera. La cosa più giusta sarebbe affidare il lavoro allo staff di Kobra, cui ho già chiesto un preventivo in via informale e sono in attesa di risposte”.

Il tema, dunque, volendo propendere per quest’ultima possibilità, potrebbe essere di budget. L’assessore a Cultura e Turismo Fabio Sbaraglia ha aggiunto: “Stiamo tenendo aperto il canale con l’artista e il suo staff per trovare una soluzione che garantisca la continuità nella paternità dell’opera ma che sia anche sostenibile economicamente”.

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