Damiano David e Dove Cameron si raccontano a 'Vogue Italia' con un dialogo che attraversa amore, musica e vita quotidiana, offrendo uno sguardo inedito sulla relazione di una delle coppie più osservate della cultura pop internazionale. Lontano dalla dimensione pubblica che accompagna le loro carriere, Damiano e Dove raccontano a 'Vogue Italia' come hanno costruito un equilibrio fatto soprattutto di normalità. È questo il filo conduttore dell’incontro, avvenuto a Roma: il rapporto con le rispettive città, i ritmi dettati dal successo, il tempo trascorso insieme e la scelta di proteggere il loro privato, uno spazio da vivere secondo le loro regole.
«Nel mio cuore e nella mia mente, casa sarà sempre Roma ma, oggi, il concetto ha molto più a che fare con la persona con cui sto. Quando sono con Chloe, anche se siamo in tour e ci troviamo a Baden-Baden, in Germania, mi sento a casa. Ci bastiamo davvero l’uno all’altra», racconta Damiano. Per Dove, costruire una relazione solida significa anche non lasciarsi definire dalla distanza: «Non vogliamo vivere una relazione a distanza. Facciamo di tutto per farla sembrare normale». Una normalità che passa anche dai momenti più semplici. Persino la proposta di matrimonio è arrivata lontano da qualsiasi scenario da copertina, a casa, mentre preparavano le valigie per un viaggio. «Su Internet, la gente vede solo i momenti importanti - osserva Dove - Ma nel frattempo ci sono stati due mesi in cui ci siamo limitati a fare la spesa, cucinare e capire come funzionasse il nostro nuovo estrattore di succo».
Tra Roma e Los Angeles
È anche dal rapporto con le città in cui vivono che emergono due personalità diverse, ma complementari. Per Damiano, Roma rimane il luogo delle origini, mentre Los Angeles è il posto in cui ritrovare il proprio ritmo e dedicarsi alla musica: «Los Angeles è diventata il luogo dove vado per ricaricarmi. Dormo di più, mi sveglio più tardi, mi prendo più cura di me stesso», racconta. Ed è proprio a Los Angeles che scrive gran parte della sua musica: «La parte che preferisco è scrivere le canzoni. Non mi sembra mai un lavoro. È come una specie di campo estivo». Per Dove, invece, il rifugio è un vecchio cinema di Burbank: «Ogni volta che mi sento sopraffatta, vorrei solo sparire lì dentro. [...] Il cinema è una terapia per me», racconta.
La relazione passa anche dalla curiosità reciproca e dalla capacità di confrontarsi con mondi diversi. Dove, cresciuta tra culture differenti e abituata fin da bambina a immergersi in realtà lontane dalla propria, racconta: «Mi sono sempre sentita a mio agio quando mi immergevo in una cultura diversa. Lo considero uno dei privilegi più emozionanti e interessanti che potrei mai avere: entrare in mondi che non mi sono familiari e sentirmi accolta». Una caratteristica che Damiano dice di ammirare nella sua compagna è «una capacità molto maggiore della mia di aprirsi al mondo e invitare la gente nella sua vita. Io sono più un brontolone. Tendo a stare sulla difensiva e a proteggermi dal mondo. Ma in qualche modo questi due lati si incastrano perfettamente».
Se nella vita privata hanno trovato una sinergia, sul piano creativo scelgono di mantenere una propria indipendenza. Nessuna necessità, almeno per ora, di trasformare il rapporto in una collaborazione artistica: «Non collaboriamo davvero. Vogliamo solo creare l’uno accanto all’altro», spiega Dove. Un legame che Damiano definisce con una semplicità quasi disarmante: «Siamo amici, profondamente». Sul fronte professionale, entrambi si preparano a nuovi capitoli. Dove lavora al suo nuovo album, che definisce «la musica più personale di sempre», Damiano invece si concede una pausa dopo aver abbracciato la carriera solista.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 16 settembre 2026, 16:20
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