
La Finanza in locali, alberghi, campeggi e servizi di noleggio

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Brescia, 7 agosto 2026 – Sessantasei lavoratori in nero, non noti al fisco, e altri ventotto impiegati con gravi irregolarità contrattuali. Sedici attività commerciali per le quali è già scattata la richiesta di sospensione immediata.
I controlli della Guardia di Finanza
Questo il bilancio dei controlli portati a termine dalla guardia di finanza sul Garda, sul Sebino e in Franciacorta. Tra giugno e luglio le Fiamme Gialle hanno portato a termine sessantatré interventi nei settori esposti al fenomeno della stagionalità turistica.
Sotto la lente degli investigatori sono finiti ristoranti, bar, alberghi, strutture extra-alberghiere, campeggi, servizi di noleggio. Massima attenzione è stata data anche alla tracciabilità dei compensi, con il riscontro di numerose retribuzioni saldate in contanti per eludere la normativa. Tra gli episodi più gravi spicca il controllo eseguito durante un evento pubblico: un’attività impiegava da sola dieci lavoratori totalmente in nero e due irregolari. Nello stesso contesto sono emerse pesanti carenze autorizzative, tra cui la mancanza della Scia antincendio e dei titoli per lo svolgimento di spettacoli.
Il monitoraggio del web e l'abusivismo ricettivo
Un ruolo chiave nelle verifiche è stato svolto dal monitoraggio del web. I finanzieri, difatti, hanno incrociato le offerte pubblicate online da strutture ricettive e operatori con i dati delle banche dati istituzionali, scovando gli irregolari. Sul fronte dell’abusivismo ricettivo sono stati eseguiti diciotto blitz, che hanno individuato appartamenti e locazioni turistiche privi delle autorizzazioni o del Codice identificativo nazionale (Cin).
Emblematico il caso di Tignale, dove due locazioni turistiche sono risultate completamente sconosciute al Fisco dal 2020 al 2024, con un recupero a tassazione di circa 200mila euro.
I controlli fiscali e le sanzioni
Proseguiti inoltre i controlli sull’emissione di scontrini e ricevute fiscali: su 445 verifiche effettuate, ben novantasette hanno evidenziato violazioni. Le sanzioni amministrative elevate variano da un minimo di 183.300 euro fino a un massimo di 366.600 euro.
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