Dafne precipitata dalla terrazza, la mamma: «Non ho mai creduto al suicidio, era felice». L’ultimo messaggio: «Lunedì passo in banca»

2026/08/03

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«No, non ho mai creduto al suicidio. In quei giorni la trovavo più felice». Laura Rebaudo torna agli ultimi giorni di vita della figlia Dafne, la 31enne morta il 13 luglio dopo essere precipitata da una terrazza condominiale a Tor Bella Monaca, a Roma. Lo fa ai microfoni de La Vita in Diretta, il programma di Rai 1 condotto da Manuela Moreno, mentre sull'accaduto proseguono le indagini.

Per la morte della giovane è stato fermato Mohamed Trabelsi, 41enne tunisino con il quale Dafne conviveva da alcuni mesi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo l'avrebbe spinta nel vuoto al culmine di una lite.

«In quei giorni la trovavo più felice»

La madre non ha dubbi quando le viene chiesto se abbia mai ritenuto possibile che la figlia si fosse tolta la vita. «No», risponde. E spiega che proprio negli ultimi giorni aveva notato in Dafne qualcosa di diverso: «La trovavo più felice, forse per questo nuovo amore, per questa infatuazione. Ci speravo che qualcosa potesse cambiare». Laura Rebaudo ricorda una figlia che nel corso del tempo aveva attraversato momenti difficili. «Era una bella ragazza, una bella donna. Tutte e due le mie figlie sono molto belle. Da bambina era molto serena, poi piano piano ha cominciato ad avere vari problemi». A pesare sul suo stato d'animo, racconta, era stata anche la scomparsa del cane, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Le ricerche non avevano permesso di ritrovarlo e Dafne ne aveva sofferto profondamente. «Questa cosa l'ha abbattuta molto. C'è stato un peggioramento di tutta la sua situazione», ricorda la madre.

La nuova relazione e i progetti di Dafne

Nello stesso periodo era entrata in crisi anche la relazione che Dafne portava avanti da circa dieci anni.

Poi l'incontro con Mohamed Trabelsi. «Si è avvicinata a quest'altro. Aveva un cane che a lei piaceva molto e ci si trovava bene», racconta Laura Rebaudo. Secondo quanto riferito dalla madre, tuttavia, tra i due non sarebbero mancati i contrasti: «Le testimonianze dicono che litigavano spesso, fino all'ultima lite».

Dafne, però, aveva anche progetti per il futuro. La madre la descrive come una persona con un forte talento artistico: «Era un'artista, una grande artista. I suoi disegni sono fantastici». La 31enne, racconta, pensava di trasformare quella passione in un lavoro, realizzando oggetti di moda da vendere online. «Aveva intenzione di andare avanti con il suo lavoro. Sembrava felice in quel momento».

L'ultimo messaggio alla mamma

Tra i ricordi più dolorosi c'è l'ultimo messaggio che Dafne inviò alla madre il sabato precedente alla morte. Parole quotidiane, legate a un impegno che aveva già programmato per il lunedì. «Ohi ma', senti, io lunedì passo in banca perché ho perso il bancomat. Un bacio grande, ciao mamma, buon weekend anche a te». Un appuntamento apparentemente banale che, per Laura Rebaudo, oggi assume un peso enorme. «E invece lunedì mattina non è andata da nessuna parte», dice. Dafne era già morta.

L'intervista a La Vita in Diretta si chiude con una domanda intima: cosa avrebbe voluto dire alla figlia e non le ha mai detto abbastanza? La risposta di Laura Rebaudo è breve: «Io ti voglio bene». Poi il rimpianto che resta dopo la morte di Dafne: «Ma a volte uno non lo dice».


Ultimo aggiornamento: lunedì 3 agosto 2026, 20:17

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