Da Tel Aviv a Reggio Children, il sindaco: “Non ci sono veti”. Ma spunta l’audio col diktat

2026/10/13

Categories: world-news

Le insegnanti arrivate da Israele stemperano le polemiche: “Costruiamo ponti”. La frase della presidente degli asili riapre il caso: prendano le distanze dal genocidio

La protesta Pro-Pal andata in scena ieri di fronte al centro Malaguzzi di Reggio Emilia

La protesta Pro-Pal andata in scena ieri di fronte al centro Malaguzzi di Reggio Emilia

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Reggio Emilia, 13 ottobre 2026 – “Ora più che mai, dobbiamo riportare la luce e mantenere saldo il ponte fra noi”. Provano a spegnere le polemiche i 22 insegnanti arrivati da Israele a Reggio Children, al termine della loro prima giornata di studio dopo la rinuncia al viaggio della delegazione ebraica americana. “Al gruppo di insegnanti ed educatori è stata chiesta, in risposta alle preoccupazioni emerse in città, un’ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu”, questa la frase incriminata nero su bianco sul comunicato di Reggio Children del 7 ottobre scorso – data che, coincidenza o no vista la ricorrenza dell’attacco di Hamas, aveva fatto infuriare la comunità ebraica. Dopo le bordate di domenica sganciate dal presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi – “Metodi che ricordano Goebbels e il Terzo Reich” – e la benzina gettata sul fuoco pure dal ministro Salvini, ieri il sindaco di Reggio Emilia, Massari ha provato a correggere il tiro. “Dal punto di vista ufficiale, come Comune e sistema di Reggio Children, una presa di distanza formale non è stata mai chiesta”.

L’audio

Ma ieri è spuntato pure un audio (trasmesso dal TgR Emilia-Romagna) di Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children, l’istituzione degli asili più belli del mondo visitati a maggio dalla principessa Kate, sorrisi e dolcezze ben lontane dal clima infuocato di questi giorni. “Chiederemo agli insegnanti dichiarazioni individuali per prendere distanze occupazione israeliani e genoicidio. Se non firmano non vengono”, si sente dire durante la Consulta Infanzia composta dalle scuole (docenti e genitori). Parole che hanno fatto esplodere anche la rabbia del console onorario di Israele, Marco Carrai: “Si può criticare il nostro governo, le sue decisioni e le sue politiche. Ma pretendere da un ebreo un esame di ammissibilità è una discriminazione: in una sola parola, antisemitismo”.

Il sindaco: “Chiariremo con chi non è venuto”

E mentre il centrodestra soffia sulla bufera con le richieste di dimissioni del sindaco Massari ricordando pure il Primo Tricolore donato un anno fa alla relatrice Onu per le terre palestinesi, Francesca Albanese, il Pd cerca di blindare il primo cittadino. Dal presidente della Regione Michele de Pascale respingendo gli attacchi di Meghnagi (“Frasi gravissime”) fino al segretario dem reggiano, Massimo Gazza: “Tenderemo la mano a chi è rimasto a casa. Siamo disposti ad andare anche negli Stati Uniti”. Concetto ribadito poi dallo stesso Massari che in mattinata ha incontrato i 22 insegnanti al centro Malaguzzi. “Chiariremo con chi non è venuto. Non volevamo escludere nessuno”. Ma fuori dalla casa del Reggio Approach, un’altra protesta dei ProPal ieri pomeriggio con lo striscione “Definisci bambino”, richiamando la querelle tv di un anno fa fra Enzo Iacchetti e Eyal Mizrahi della fondazione Amici di Israele.

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