“Da soli non ce la facciamo”. Le lettere di Luca e Valentina svelano il dramma della famiglia morta a Pietralata

2026/09/01

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Carabinieri nell'abitazione di via Antracite

Le lettere scritte da tempo e indirizzate ai parenti per scusarsi per il gesto che, di lì a poco, avrebbero compiuto. "Da soli non ce la facciamo" è la sintesi dei messaggi ritrovati nell’abitazione dove vivevano Luca Abbasciano (42 anni), la moglie Valentina Pambianco (41) e la loro figlia minore disabile, Bianca, di 5 anni, tutti trovati senza vita nella giornata di lunedì 31 agosto nella loro abitazione di Pietralata, in via dell'Antracite a Roma. Messaggi che confermano, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’ipotesi dell’omicidio suicidio consumatosi, presumibilmente, nella serata di domenica.

La tragedia di Pietralata

L’allarme è scattata intorno alle 13 di lunedì 31 agosto dopo la segnalazione di un familiare che, preoccupato dal fatto che non riusciva a mettersi in contatto con la famiglia, ha chiesto aiuto. Giunti sul posto, i soccorritori hanno forzato la porta dell’abitazione e, poco dopo, si sono trovati di fronte la straziante scena: tre corpi senza vita e una pistola che, emergerà in seguito, era regolarmente detenuta da Abbasciano.

Da subito è avanzata l’ipotesi dell’omicidio suicidio. A dare maggiore peso a questa pista sono state le numerose lettere, circa una dozzina riferisce l’Ansa, trovate nell’abitazione. Messaggi indirizzati ai parenti di Luca e Valentina e firmate dai coniugi. Sempre secondo quanto ripora l’Ansa, la sintesi delle lettere è "da soli non ce la facciamo". La coppia, infatti, aveva grandi difficoltà nel prendersi cura della loro bambina Bianca, gravemente disabile. Nei messaggi autografi i due avrebbero più volte scritto dell'incapacità di prendersi cura senza aiuti, anche economici, della piccola. Da qui la decisione del gesto che sarebbe quindi stato concordato tra i genitori.

Chi ha sparato

Come detto, la pistola era regolarmente detenuta da Abbasciano. Sarà però il test dello stub a stabilire chi ha premuto il grilletto. Nella strage, inoltre, è stato ucciso anche il cane che viveva con la famiglia.

Chi erano Luca Abbasciano e Valentina Pambianco

Luca Abbasciano, 42 anni, lavorava nel settore informatico. Valentina Pambianco, 41 anni, aveva avuto delle esprienza lavorative ma, da quanto ricostruito, dal 2020 si sarebbe dedicata esclusviamente alla famiglia, nata prematura e gravemente disabile. La coppia si era sposata prima della pandemia e viveva a Roma, a Pietralata, in via dell'Antracite.

Famiglia seguita dai servizi sociali

"La famiglia trovata senza vita nell'appartamento a Pietralata era seguita dai nostri servizi sociali, la figlia era disabile grave. Persone per bene, che lottavano da anni - ha detto all'Adnkronos Massimiliano Umberti, presidente del IV municipio di Roma - La mamma non si era mai rassegnata. Ancora non sappiamo la dinamica di quanto accaduto ma tengo a precisare che non si tratta di una situazione di marginalità e nonostante noi, come amministrazione, li avessimo in carico, nonostante fossero seguiti anche economicamente, non è bastato. Oggi c'è tanto rammarico e soprattutto, disperazione perché di fronte a determinate questioni non abbiamo una soluzione".

"Non conoscevo personalmente i due genitori - spiega - ma da quello che sappiamo, dalle prime cose che mi hanno detto i nostri uffici, è che comunque è sempre stata una lotta per l'accettazione di questa cosa. Non so se oggi non ce l'hanno fatta più. È un dramma. Come istituzione, sicuramente saremo presenti ai funerali. Il più grosso male che c'è oggi, secondo me, è proprio che di fronte a determinate problematiche non si riescono a dare delle risposte più efficaci. Perché non se ne ha la possibilità".

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