Da Messi e Maradona alle consegne: la storia di Gonzalo Apaza

2026/10/03

Categories: sports

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Gonzalo Olid Apaza mostra fin da subito un immenso talento tecnico. Il ragazzo argentino arriva al River Plate a soli 12 anni, affrontando lunghi viaggi quotidiani dalla lontana San Miguel pur di potersi allenare con la maglia dei Millonarios. Il centrocampista entra a far parte di una delle categorie più promettenti del club, la classe del 1992, una generazione d'oro che lancia talenti come Erik Lamela e conquista la bellezza di cinque titoli nelle giovanili.

Le grandissime prestazioni di Apaza con il River gli spalancano rapidamente le porte della Nazionale argentina, in una scalata inarrestabile dall'Under 15 fino all'Under 20. Con la maglia dell'Albiceleste, l'argentino disputa il Sudamericano e il Mondiale Under 17 del 2009, condividendo lo spogliatoio con uno dei più grandi portieri della storia sudamericana, Emiliano Martinez. "Aveva la stessa fiducia che ha oggi. Non mi sorprende che abbia ottenuto tutto ciò che ha ottenuto", racconta Apaza ricordando il compagno in un'intervista a Infobae.

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Il sogno irreale con Maradona e Messi, poi il crollo

La più grande occasione per il giovane del River Plate arriva poco prima del Mondiale giovanile disputato in Nigeria. In quel periodo, la Nazionale Maggiore allenata da Diego Armando Maradona utilizza i giovani della Selección come sparring partner abituali. Intervenuto ai microfoni di TN, Apaza racconta l'emozione irripetibile di ritrovarsi, ogni mercoledì, ad allenarsi con Lionel Messi e le altre stelle argentine: "Diego era l'arbitro della partita. Giocavamo con Messi, c'erano tutti. Avevo voglia di abbracciarlo in mezzo all'allenamento. Avevo bisogno che mi pizzicassero per crederci".

Dopo aver toccato letteralmente il cielo con un dito, Apaza subisce però una brusca caduta. Il centrocampista argentino non riesce mai a trovare spazio nella Prima Squadra del River Plate, e inizia a cercare minutaggio nelle serie inferiori, girando tantissime squadre in cerca di continuità: Deportivo Merlo, Defensores de Belgrano, Cambaceres e San Miguel. "Sono passato dall'essere in uno dei club più grandi dell'Argentina al Merlo, dove a volte non avevamo vestiti o acqua calda", rivela l'ex talento.

Gonzalo Apaza Messi Maradona
PRETORIA, SUDAFRICA - 30 GIUGNO: Il commissario tecnico dell'Argentina Diego Maradona e Lionel Messi attendono un calcio d'angolo durante una sessione di allenamento della squadra, il 30 giugno 2010 a Pretoria, in Sudafrica. (Foto di Chris McGrath/Getty Images)

L'addio al professionismo e la nuova vita da trasportatore

Il punto di non ritorno arriva nel settembre del 2014. A seguito di una partita con il Cambaceres, Gonzalo chiama suo padre e gli comunica la decisione irrevocabile di abbandonare per sempre il calcio professionistico. "Avevo smesso di divertirmi. Finivo di allenarmi e volevo andarmene a casa il prima possibile", dichiara l'argentino ripercorrendo quei momenti. Non riuscendo a sbocciare definitivamente nel mondo del calcio, Apaza decide di buttarsi nel duro mondo del lavoro manuale.

La sua prima opportunità arriva grazie a un amico che consegna bombole a gas, proponendogli di iniziare a lavorare alle cinque del mattino. Successivamente, Gonzalo prende una strada ancora diversa, utilizzando i risparmi messi da parte con il calcio, Apaza compra un camion, entra nell'attività di famiglia e oggi gestisce con successo consegne di patate, cipolle e verdure per mercati e ristoranti. Una scelta drastica ma felice, riassunta perfettamente dalle sue ultime parole: "Non ho mai smesso di giocare a calcio, ma ho smesso di dedicarmi a quello. Sono molto tranquillo con la decisione".

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