VENEZIA - C’era una volta il panificio, con il forno a fianco. E c’era una volta anche un appartamento al piano superiore, utilizzato dalla famiglia titolare dell’attività. Ma in quel posto, a due passi da San Marco, per fare veramente affari bisognava inventarsi qualcos’altro, così il panificio diventò prima un take-away fino a trasformarsi nel 2015, passando di mano la gestione, in un vero e proprio ristorante, eliminando bancone, scaffali espositori e tutto il laboratorio che profumava di farina. Ma, undici anni dopo, il Comune ha presentato il “conto”: quelle modifiche non si potevano fare, né utilizzare l’appartamento al piano di sopra come deposito e spogliatoio per i dipendenti del locale. Ed ora, entro novanta giorni, il ristorante “Dallo Zio” in Spadaria dovrà ripristinare il interamente il locale e l’alloggio, altrimenti interverrà l’amministrazione con le demolizioni il cui costo verrà poi addebitato ai responsabili degli abusi.
Il controllo
Il verbale dell’Ufficio Controllo edilizio assieme alla Polizia locale risale a metà ottobre dell’anno corso, dopo la verifica che aveva accertato il cambio d’uso dell’appartamento da residenza a spogliatoio e deposito del ristorante, con eliminazione della cucina, e il cambio di utilizzo dell’ex panificio Gorghetto a ristorante. E la “diffida a conformare” notificata nei giorni scorsi è chiara: “Il cambio d’uso dell’unità immobiliare al piano superiore è in contrasto con la Variante per la Città Antica di Venezia, che ammette esclusivamente la destinazione d’uso residenziale ai piani superiori e non quella commerciale”; secondo, “il cambio di utilizzo dell’unità immobiliare commerciale da panificio/laboratorio a ristorante non è suscettibile di sanatoria in quanto priva dei vani accessori prescritti dal Regolamento edilizio”. Nella pratica, la superficie di 15 metri quadri della cucina ricavata nell’ex panificio è inferiore al minimo dei 18 metri quadri previsti, con l’aggiunta (ma questa è un’inezia rispetto al resto) che “la soglia di accesso è alta 6 centimetri dal piano stradale, contro un dislivello massimo ammesso di un centimetro con lo spigolo smussato, tale cioè da favorire il rotolamento ed impedire l’inciampo”.
La sorpresa per i titolari
«Siamo aperti dal gennaio del 2015, è chiaro che questo provvedimento ci ha lasciati sorpresi - spiega il titolare del ristorante “Dallo Zio” -. Prima che arrivassimo il panificio era già stato trasformato in un take-away, quindi noi abbiamo rilevato lo spazio portando qui la licenza comprata per aprire un ristorante. Poi l’ex proprietario ha lasciato l’appartamento al piano superiore e lì abbiamo fatto le modifiche... A questo punto, e abbiamo già parlato con l’architetto, riporteremo giù deposito e spogliatoi perdendo un po’ di spazio del ristorante. La cucina troppo piccola? Dovremo modificare anche quella. Ma, ripeto, dopo undici anni non ci aspettavamo una cosa simile». I controlli, però, prima o poi arrivano.
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