Cybercriminali, Italia nel mirino: terza al mondo per account rubati e milioni di dati finiti nel dark web

2026/09/27

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Gli italiani sono sempre più esposti al rischio di furti di dati e credenziali online. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Cyber Crif, l’Italia si trova al terzo posto nel mondo per account rubati attraverso malware infostealer e al sesto per email compromesse. Gli attacchi iniziano spesso con messaggi apparentemente innocui, come una comunicazione relativa a un conto bancario bloccato o a un pacco fermo alla dogana. Si tratta di tentativi di phishing che puntano a convincere l’utente a cliccare su un collegamento. In questo modo può essere installato sul dispositivo un malware capace di raccogliere informazioni personali e credenziali. Nel primo semestre del 2026, secondo Crif, nel mondo sono stati rubati e diffusi nel dark web 2,5 miliardi di dati univoci. In Italia il 32,3% degli utenti monitorati ha ricevuto almeno un alert relativo alla presenza dei propri dati nel darknet.

Il valore dei dati rubati

Per i criminali informatici non sono importanti soltanto password e indirizzi email. Anche un numero di telefono, un nome, un indirizzo o una singola credenziale possono diventare preziosi se combinati con altre informazioni. In questo modo è possibile costruire una vera e propria identità digitale della vittima, utilizzabile per nuove truffe o ulteriori attacchi.

Le informazioni sottratte vengono spesso trasferite nei marketplace del dark web, dove possono essere vendute, scambiate e combinate. Il risultato sono campagne di phishing sempre più personalizzate. I messaggi fraudolenti possono infatti imitare comunicazioni provenienti dalla banca, da un corriere o da un ente pubblico, sfruttando informazioni reali sulla vittima. Il rischio aumenta anche nelle aziende, dove dati su ruoli e procedure possono essere utilizzati per convincere dipendenti e dirigenti a effettuare pagamenti o condividere informazioni riservate. Anche l’intelligenza artificiale contribuisce a rendere queste truffe più realistiche, permettendo di creare testi, immagini e voci difficili da distinguere da contenuti autentici.

Chi è più esposto al rischio

Il fenomeno interessa una parte significativa degli utenti italiani. Tra le fasce maggiormente colpite secondo i dati Crif figurano quelle comprese tra 51 e 60 anni, con il 26,7% delle segnalazioni, e tra 41 e 50 anni, con il 26,6%. Gli uomini rappresentano inoltre quasi due terzi degli utenti che hanno ricevuto un’allerta. A livello territoriale, le regioni con il maggior numero di segnalazioni sono Lombardia, Lazio e Sicilia.

La posizione dell’Italia nelle classifiche internazionali non indica necessariamente una maggiore vulnerabilità degli italiani, ma fotografa la diffusione globale delle minacce informatiche. Con sempre più attività quotidiane svolte online, dalla gestione del conto corrente agli acquisti, la protezione delle informazioni personali diventa fondamentale. Secondo Crif, l’Europa orientale rappresenta uno dei principali centri dell’industria dei malware, con la Russia indicata come area particolarmente rilevante per sviluppo e commercializzazione. Altri poli importanti vengono individuati nel Sud-est asiatico e in Brasile.

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