Almeno sette Stati americani hanno subito attacchi informatici ai sistemi idrici e le prime indicazioni, secondo il New York Times, puntano verso l'Iran. Non risultano alterazioni della qualità dell'acqua, ma le autorità invitano a verificare i sistemi vulnerabili. Dopo il Minnesota, primo a segnalare le intrusioni, anche il Michigan è finito nel mirino. Trump minimizza e accusa il governatore dem Walz
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Almeno sette Stati americani sono stati bersaglio di attacchi informatici ai loro sistemi idrici e le prime valutazioni degli inquirenti indicano l'Iran come possibile responsabile. A riferirlo è il New York Times, che cita fonti a conoscenza delle indagini. Al momento non si registrano segnali di un peggioramento della qualità dell'acqua né di contaminazioni tali da renderla non potabile, ma le autorità hanno diffuso un invito alla prudenza, chiedendo di controllare i sistemi informatici più esposti.
Gli Stati colpiti
Il primo allarme è arrivato dal Minnesota, dove gli hacker hanno preso di mira una trentina di impianti tra domenica notte e lunedì mattina. Nelle ore successive anche il Michigan ha comunicato che le proprie reti erano state attaccate. Secondo quanto ricostruito dal New York Times, che per primo ha rivelato la pista iraniana, gli Stati interessati sarebbero almeno sette. Nel Minnesota i servizi informatici statali hanno parlato di un'azione coordinata contro le tecnologie operative usate per monitorare e regolare a distanza i parametri degli acquedotti.
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I bersagli tecnici
Nel mirino sono finiti i controllori logici programmabili collegati alla rete, i dispositivi che gestiscono la comunicazione tra i macchinari negli impianti idrici e industriali. Colpire questi sistemi può teoricamente provocare cali di pressione e, di conseguenza, un rischio di contaminazione delle forniture. Le autorità hanno però precisato che «impatto» significa attività malevola confermata su una tecnologia, non necessariamente un'interruzione del servizio per i cittadini.
La pista iraniana
L'attribuzione resta al momento preliminare. Le fonti spiegano che le modalità dell'operazione e l'assenza di richieste di riscatto hanno spinto gli analisti a orientarsi verso Teheran, pur avvertendo che la valutazione potrebbe cambiare con il progredire delle verifiche forensi. Le agenzie federali non hanno formulato accuse ufficiali. L'Iran ha in passato colpito il settore idrico statunitense: già nel 2023 un gruppo legato ai Guardiani della Rivoluzione aveva disabilitato un controllore in un impianto della Pennsylvania.
La reazione di Trump
Il presidente Donald Trump ha ridimensionato la vicenda del Minnesota, addossando la responsabilità al governatore democratico Tim Walz e mettendo in dubbio il coinvolgimento iraniano. «All'Iran andrebbe pure di lusso», ha ironizzato, sostenendo che Teheran avrebbe «problemi più grossi» che occuparsi del Minnesota.
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