Cus, soldi pubblici per la “dolce vita” dell’ex presidente

2026/09/04

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Quando ha capito che il suo dominio quarantennale era giunto al termine non si è perso d’animo. Subito dopo essere stato messo in minoranza, si è messo al computer e ha giocato le sue ultime fiches: due bonifici (da 200mila euro e da 50mila euro, in tarda serata), il giorno successivo un nuovo bonifico di 206mila euro. Distrazione di soldi pubblici notata e bloccata dalla nuova presidenza, che ha sporto denuncia, dando inizio all’inchiesta sul Cus di Napoli. Una vicenda culminata ieri mattina in un doppio sequestro, a carico dell’ormai ex presidente Elio Cosentino, ex docente di Gestione Urbanistica alla Federico II, per quasi quaranta anni (dalla metà degli anni Ottanta al 2025) a capo dell’ente di via Campegna. È accusato di aver gestito le casse del Cus come una riserva domestica, al punto tale - si legge nelle accuse - da realizzare la distrazione di almeno sette milioni di euro, in favore di una società creata negli anni del suo potere manageriale: la C.s.u. - una scatola vuota, secondo gli inquirenti -, acronimo al contrario di Cus, creato ad arte per veicolare fondi pubblici, favorire assunzioni e contratti fittizi utili ad assorbire soldi pubblici. Dal Cus al C.s.u. (che sta per club sportivo universitario), per realizzare una gestione domestica del più importante ente polisportivo dilettantistico del sud Italia.

Gli indagati 

Peculato, reimpiego di risorse sospette le accuse mosse dal pm Luigi Landolfi e dell’aggiunto Giuseppina Loreto, decisivo il lavoro dei finanzieri del nucleo di polizia economico e finanziaria di Napoli. Elio Cosentino, target numero uno dell’inchiesta. Ma non è il solo. Riflettori puntati anche sul figlio Claudio Yannick Cosentino, indagato per una ipotesi di peculato di oltre 216mila, ma dovrà rispondere anche in relazione al presunto reimpiego di denaro per 2 milioni e seicentomila in relazione a un immobile che il padre gli aveva ceduto nel 2025 dopo averlo acquistato diversi anni prima. Nella stessa inchiesta, è indagata anche la moglie di Cosentino (e madre di Claudio Yannick) Elisabeth Katharina Wisskirchen, per una più lieve ipotesi di reimpiego di 30mila euro. Ieri il sequestro di beni - tra appartamenti e conti correnti - scattato sotto l’egida di Eurojust anche in Germania, dove vive Cosentino jr. Ora l’ex manager avrà 15 giorni per lasciare l’appartamento nei pressi del Cus, villa da un milione di euro (con tanto di campo da golf incorporato).

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La denuncia

Decisiva la denuncia della neo eletta presidente Paola Del Giudice (attualmente è commissaria straordinaria del Cus, in una vicenda che ha fatto registrare anche l’esposto dell’avvocato Carmine Foreste, come legale dello stesso Ente di via Campegna). Una storia amara, se si pensa che il Cus viene finanziato dalla Federico II, dalla Parthenope, dall’Istituto Orientale, oltre che dalle rette dei tanti studenti che usano le strutture pubbliche.

Le mance

Tra la documentazione acquisita figurano viaggi e soggiorni a Cancun, Abano Terme e Riccione, voli aerei, hotel, ristoranti, stabilimenti balneari, acquisti di abbigliamento, profumeria, prodotti elettronici e altre spese personali. In alcuni scontrini di ristorazione sono state rilevate anche aggiunte manoscritte di 5 o 10 euro, ricondotte nel decreto al rimborso delle mance. Pensate, con i soldi degli studenti napoletani sono stati acquistati biglietti delle partite del Colonia e del Bayer, tornei internazionali di tennis, acquisti Amazon e Apple, hotel e voli aerei, oltre alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy e a un corso di guida AMG ad alte prestazioni. Tra le spese esaminate compare inoltre l’acquisto - immancabile in certi scenari - di un iPhone 15 Pro, con fattura intestata al C.s.u. e spedizione a Colonia presso l’indirizzo indicato negli atti come domicilio di Claudio Yannick Cosentino.

La replica 

Non si è fatta attendere la replica di Elio Cosentino, tramite il suo penalista di fiducia, l’avvocato Nicola Postiglione: «Respingo ogni accusa, difatti fin dall’inizio del mio mandato alla presidenza del Cus ho lavorato duramente per far crescere il Centro, contribuendo a consolidarlo come una realtà sportiva di rilievo nel panorama napoletano e nazionale, sempre nel rispetto della sua natura e delle finalità istituzionali di promozione e pratica dello sport dilettantistico. Confido nella magistratura e nel corretto accertamento dei fatti e sono pronto a difendere la mia posizione e la correttezza del mio operato in tutte le sedi competenti».

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