Confindustria.
08 agosto 2026 alle 00:15
Milia: «Un territorio che ha dato i natali a un Nobel deve risalire queste classifiche»Con i graniti del Gennargentu, i boschi e i calcari del Supramonte, con Cala Goloritzé tra le spiagge più belle del mondo, e la Barbagia custode della più autentica cultura sarda, terra che ha dato i natali a Grazia Deledda, prima e finora unica donna italiana Premio Nobel per la Letteratura, il Nuorese dovrebbe rappresentare un modello di sviluppo fondato sull’ambiente e sulla cultura. E Nuoro, l’Atene sarda, con i suoi innumerevoli musei, la locomotiva del sistema. Invece è il fanalino di coda non solo della Sardegna, ma dell’Italia intera per incidenza del valore aggiunto prodotto dall’economia culturale e creativa. A evidenziarlo è un report reso noto da Confindustria di Unioncamere, che richiama l’attenzione su una contraddizione ormai evidente.
I numeri
Da anni si indica come modello di sviluppo più sostenibile per il territorio la valorizzazione di ambiente e cultura, patrimonio dal potenziale enorme nel Nuorese ma che in provincia continua a faticare. Secondo il rapporto “Io sono Cultura” di Symbola e Unioncamere, nel 2025 il sistema produttivo culturale e creativo italiano ha generato 115 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% dell’economia nazionale, con una crescita del 3,3% rispetto al 2024, occupando 1,5 milioni di persone. La Sardegna è all’ultimo posto tra le regioni italiane con 1,1 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 2,9% dell’economia regionale, 21 mila occupati, e le imprese culturali che sono il 3,2%. Nel Nuorese questo divario cresce. Dataview al 31 luglio lo colloca all’ultimo posto in Italia per incidenza del valore aggiunto del sistema culturale e creativo, con l’1,92%, un terzo della media nazionale. La provincia è 105 su 107 per incidenza degli occupati del settore (2,45%), ultima per incidenza delle imprese culturali sul totale delle imprese registrate, appena il 2,31% con 725 aziende su 31 mila. L’unico dato incoraggiante è che il 60% delle attività è legata alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e dalle arti performative, che vale il 23° posto nazionale.
Cultura leva di crescita
«I dati raccontano una contraddizione che non possiamo ignorare», osserva il presidente di Confindustria, Pierpaolo Milia. «Siamo tra i territori più ricchi d’Italia per patrimonio storico, artistico e identitario, ma questa ricchezza non si traduce in sviluppo economico. La cultura non può essere solo orgoglio: deve diventare leva di crescita, capace di far nascere e consolidare imprese sul territorio. Una terra che ha dato i natali a un Nobel deve ambire ad altre posizioni». Per Vanna Fois, di Ilisso, «ciò che manca è un progetto condiviso, un laboratorio permanente dell’economia della cultura del Nuorese».
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