Crisi idrica, arriva la “task force” in Veneto: “Rafforzare confronto

2026/07/11

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VENEZIA. Crisi idrica, in Veneto nasce una 'task force' regionale per riunire istituzioni, gestori, università e territori per affrontare la sfida. L'iniziativa è stata voluta dall'assessora all'ambiente, clima e protezione civile Elisa Venturini, che ha messo l'accento sulla necessità di fornire sia risposte tempestive nell'immediato che una programmazione – anche infrastrutturale – di lungo periodo.

La task force si è riunita per la prima volta negli scorsi giorni, mentre il Veneto – e non solo – si trova in una situazione complicata sul fronte delle risorse idriche, determinata dallo scarso innevamento invernale, dalle scarse precipitazioni primaverili e dalle altissime temperature registrate nelle scorse settimane.

All'incontro, dice la Regione Veneto, hanno partecipato i consorzi di bonifica, rappresentati da Anbi Veneto, i gestori del servizio idrico attraverso Viveracqua, le strutture tecniche regionali e docenti universitari nelle discipline interessate alla gestione della risorsa idrica: “Chiamati a mettere a disposizione competenze scientifiche, tecniche e progettuali per individuare le strategie più efficaci con cui affrontare una situazione resa sempre più complessa dagli effetti dei cambiamenti climatici. La composizione della task force è destinata ad ampliarsi progressivamente, coinvolgendo ulteriori soggetti e competenze che possano offrire idee, proposte e contributi utili”.

Per l'assessora Venturini si è trattato di un momento di confronto estremamente importante: “Abbiamo voluto mettere attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che, a diverso titolo, operano ogni giorno nella gestione della risorsa idrica. Di fronte a una situazione complessa nessuno può pensare di avere da solo tutte le risposte. La Regione vuole essere una realtà aperta al confronto, capace di valorizzare il contributo delle istituzioni, dei gestori, del mondo della ricerca e della società civile per costruire insieme le soluzioni migliori”.

Nel frattempo, sottolinea, la protezione civile del Veneto sta ultimando la richiesta del dipartimento nazionale sullo stato della crisi idrica regionale: “Il documento – dicono le autorità – conterrà un quadro aggiornato dell’andamento delle precipitazioni degli ultimi mesi, della disponibilità della risorsa idrica negli invasi, nei canali e nei principali corsi d’acqua, delle previsioni meteorologiche, che allo stato attuale non indicano precipitazioni significative nel breve periodo, e delle possibili azioni da attuare nel breve, nel brevissimo e nel medio periodo per garantire la continuità dell’approvvigionamento idropotabile e limitare gli effetti della crisi sui territori maggiormente esposti”.

“Tra le questioni affrontate – dice ancora la Regione Veneto – durante la riunione è emersa anche la necessità, evidenziata dai consorzi di bonifica, di rafforzare il confronto con le Regioni poste a monte dei principali bacini idrografici, affinché possano essere valutati ulteriori rilasci d'acqua a beneficio del territorio veneto”. Una richiesta già avanzata nelle scorse settimane e che, negli anni passati, aveva rappresentato un punto di particolare pressione politica tra Veneto, Trentino e Alto Adige (Qui Articolo).

“La crisi che stiamo vivendo – continua Venturini – ci impone di agire su due livelli. Da una parte servono interventi immediati per affrontare questa fase e garantire la disponibilità della risorsa idrica, dall’altra dobbiamo accelerare la realizzazione degli interventi strutturali già individuati. La Regione del Veneto ha già fatto la propria parte predisponendo progetti per oltre 400 milioni di euro destinati alla difesa del suolo, alla sicurezza idraulica e alla resilienza del territorio. Si tratta di opere già progettate che rappresentano una vera e propria roadmap per rafforzare il sistema idrico regionale. L’auspicio è che possano ora trovare un rapido finanziamento, così da essere cantierate nel più breve tempo possibile e contribuire concretamente a rendere il Veneto più sicuro e preparato ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici”.

“La task force regionale – continua – non nasce per sostituirsi agli organismi istituzionalmente competenti, ma per mettere a disposizione competenze, esperienze e capacità progettuali del territorio. Vogliamo elaborare proposte, individuare misure sito-specifiche per le diverse realtà del Veneto e suggerire soluzioni innovative agli organismi competenti, a partire dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile e dalle Autorità di bacino distrettuali. Continueremo ad aggiornarci con incontri periodici, monitorando l’evoluzione della situazione e condividendo tempestivamente le azioni da mettere in campo

Al termine dell'incontro, dicono le autorità, i partecipanti hanno espresso un giudizio positivo sul confronto avviato: “Condividendo l'importanza di proseguire il lavoro della task force regionale quale sede stabile di dialogo e approfondimento tecnico, nella convinzione che la collaborazione tra istituzioni, gestori, mondo della ricerca e strutture tecniche rappresenti il metodo più efficace per affrontare una sfida che coinvolge l'intero Veneto”.

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