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- Cresce il numero dei turisti : "E la meccanica ferrarese è regina dell’export regionale"
L’Ufficio studi di Confartigianato sui primi mesi del 2026: "Pernottamenti, + 5,7% rispetto al 2025. Nel primo trimestre 2026 le esportazioni aumentano del 12,1% raggiungendo gli 811 milioni di euro". .

A trainare è. il capoluogo, che supera gli 86mila arrivi e i 173mila pernottamenti, con incrementi superiori al 9% dei visitatori

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Ferrara cresce quando riesce a mettere insieme i diversi tasselli del suo territorio: dalla costa all’Alto Ferrarese, dalla città d’arte alle aree produttive. È questa la fotografia che emerge dai dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato sui primi mesi del 2026: una provincia con dinamiche differenti, ma accomunata da segnali di capacità di adattamento, qualità e competitività.
Nel turismo, tra gennaio e aprile, Ferrara registra 132.944 arrivi e 321.018 pernottamenti, in crescita rispettivamente del 3,6% e del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare è soprattutto il capoluogo, che supera gli 86 mila arrivi e i 173 mila pernottamenti, con incrementi superiori al 9% dei visitatori e al 6% delle presenze. "Un risultato legato alla forza del patrimonio culturale, ma anche alla capacità di imprese e amministrazione di attrarre flussi durante tutto l’anno". La fotografia evidenzia però differenze territoriali. La costa, con Comacchio in testa, vive una fase più complessa: gli arrivi calano dell’11,7% e le presenze di quasi l’1%. "Buono l’approccio con la nuova amministrazione, con la quale si è aperto un positivo e costruttivo dialogo e confronto, che dimostra attenzione agli appuntamenti capaci di migliorare l’attrattività complessiva del territorio, in un momento particolare in cui dovrà trovare applicazione la complessa partita della Bolkestein. Siamo comunque fiduciosi che la collaborazione tra istituzioni e imprese porterà beneficio al territorio".
Al tempo stesso emergono segnali incoraggianti dall’entroterra, con Cento in crescita di oltre il 20% nelle presenze, Argenta del 28% e Ostellato vicino al +60%. "Numeri che indicano una domanda turistica sempre più distribuita e un’opportunità per valorizzare l’intero territorio, che deve sforzarsi di camminare insieme". In questo percorso si inserisce anche Tresignana, con Tresigallo che consolida la propria identità di Città della Metafisica, affermandosi sempre più come meta turistica e culturale. Una delle punte di diamante del territorio ferrarese, capace di ampliare l’offerta complessiva della provincia. Un altro segnale positivo arriva dalla manifattura.
Nel primo trimestre 2026 la meccanica ferrarese registra un aumento dell’export del 12,1%, il migliore dato percentuale dell’Emilia-Romagna, raggiungendo gli 811 milioni di euro. "Un risultato significativo perché arriva in un contesto difficile: mentre l’export meccanico regionale arretra dell’1,1% e la manifattura ferrarese nel complesso cala del 5,9%, la crescita della meccanica rappresenta un segnale di reazione e competitività, che non possiamo e non vogliamo sottacere. Con i sindaci dell’Alto Ferrarese deve continuare quell’azione virtuosa di valorizzazione delle imprese locali, come in occasione della Fiera di Cento".
"Questi dati ci dicono che Ferrara ha energie importanti quando riesce a valorizzare le proprie connessioni e relazioni – commenta Paolo Cirelli, segretario provinciale di Confartigianato Ferrara –. Turismo, manifattura e servizi non sono comparti separati: dietro ogni visitatore e dietro ogni prodotto esportato c’è una rete di piccole imprese artigiane che crea valore, occupazione e identità". Secondo Cirelli, il ruolo dell’artigianato è centrale proprio perché attraversa tutti i settori economici: "Le imprese artigiane sono presenti nell’accoglienza, nella ristorazione, nell’agroalimentare, nei servizi alla persona, nella manutenzione e nella meccanica di precisione. Sono una parte fondamentale dell’economia provinciale perché trasformano le opportunità del territorio in lavoro e sviluppo".
La crescita dei turisti stranieri conferma inoltre un rafforzamento della capacità attrattiva, con arrivi in aumento di oltre il 10% e presenze vicine al +15%. Restano però alcune criticità, dal ricambio generazionale alla difficoltà di reperire personale qualificato: nella meccanica oltre sei assunzioni su dieci risultano difficili da coprire, mentre la costa è chiamata a rinnovare e destagionalizzare la propria offerta. "La crescita non va considerata un punto di arrivo – conclude Cirelli –. Servono investimenti, formazione e una maggiore capacità di fare rete tra istituzioni, imprese anche di grandi dimensioni".
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