Così Wanda Nazzari  plasma le inquietudini  - L’Unione Sarda.it

2026/10/08

Categories: world-news

da vedere/2. a Cagliari

09 ottobre 2026 alle 00:49

Sono le sale del Palazzo di Città ad accogliere fino all’8 novembre le “Partiture di ruggine e di seta” firmate da Wanda Nazzari. Una bellissima sede nel cuore di Castello per un riconoscimento istituzionale che rende onore a un’artista, ancora in piena attività, che vanta decenni di valorosa ricerca. La mostra è curata da Mariolina Cosseddu con l’allestimento ideato da Alessandro Sitzia.
Ci sono voluti tutti i piani dell’edificio, e forse non sono bastati, data la mole di una produzione principiata negli anni Settanta e che ancora continua senza tregua. Ardua la selezione tra i legni incisi, i quadri dipinti e scolpiti, i libri con le copertine di rame e di tessuto, le sculture, le manopressioni, gli inginocchiatoi, i tabernacoli e quelli che l’artista chiama gli “acquarellini”. Intendendo con questo termine qualcosa di facile, simile a un gioco senza importanza.

Perché Wanda Nazzari si distingue per resistenza e stoicismo e affronta la materia con un piglio talmente energico da renderla docile. Al prezzo però di una fatica immane che sfiora il sacrificio. C’è molto dolore e molto cammino impervio, nel suo fare, ma anche dei fiotti di gioia. Ai visitatori e ai molti estimatori di un’artista di alto sentire e prodigiosa abilità tecnica è possibile vedere o rivedere – con intatta emozione - gli imponenti Polittici e l’installazione “Lutto bianco”, “Ai margini del viola”, “Ruanda” , “A Sarajevo ancora , “Da luoghi sospesi”, “Le città mute” ,”Grado zero”, “Interlinea”, le “Cattedrali”, i dittici, le pittosculture tessili e via elencando in una lista certamente lacunosa. E i “Nidi”, declinati in formati piccoli e grandi, chiusi nelle teche di plexiglass con le loro schegge e i loro garbugli sfiorati da tocchi di giallo e di rosso. Carta, stoffa, legno: lacerati, ricomposti, stratificati, percorsi dalla scrittura, legati a due e due da un rivolo di filo attorcigliato. Sono rifugi e ripari ma anche luoghi di dissidio. Li affiancava i mirabili “Libri” che hanno copertine di tessuto e di rame e sono cedevoli e morbidi quando non si irrigidiscono in pagine scolpite fino a rischiare la lacerazione della carta. Ma i visitatori e i tanti estimatori che varcano il portone del Palazzo di Città troveranno dei magnifici blu uniti al verde e fiamme d’arancio e infinite altre varianti cromatiche coraggiose e coerenti.
Alessandra Menesini

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