Cosa farà ora Carles Puigdemont?

2026/10/07

Categories: world-news

Martedì è stato un giorno importante per Carles Puigdemont, leader del partito indipendentista catalano Junts, di centrodestra: sono state prese infatti due decisioni che permetteranno a Puigdemont di tornare in Spagna dopo nove anni trascorsi all’estero per sfuggire alla giustizia spagnola.

Puigdemont se n’era andato nel 2017, dopo avere organizzato un referendum sull’indipendenza della Catalogna considerato illegale dallo stato spagnolo: era stato accusato di diversi reati, alcuni molto gravi. Martedì è stato infine ritirato il mandato di arresto contro di lui e altri dirigenti indipendentisti, dopo che la Corte costituzionale aveva stabilito che l’amnistia approvata dal governo socialista di Pedro Sánchez poteva riguardare anche il reato di malversazione (cioè l’appropriazione indebita di fondi pubblici), di cui era accusato proprio Puigdemont.

Già ora Puigdemont potrebbe entrare in territorio spagnolo senza essere arrestato. Lui ha fatto sapere però che aspetterà che la Corte Suprema gli conceda formalmente l’amnistia e chiuda il procedimento nei suoi confronti.

Un suo eventuale ritorno sarebbe un evento grosso per tutta la politica spagnola, anche per l’importanza che il suo partito, Junts, continua ad avere nel parlamento nazionale. I sette deputati di Junts sono stati per esempio quelli che hanno bocciato i decreti contro la crisi abitativa approvati dal governo di Sánchez per affrontare le proteste iniziate in tutto il paese in seguito allo sfratto di una donna di 87 anni dalla sua casa di Madrid. È stata proprio quella bocciatura che lunedì ha spinto Sánchez a convocare elezioni anticipate, che sono in programma il 29 novembre.

Puigdemont potrebbe non solo fare campagna elettorale dalla Spagna per la prima volta in nove anni, ma potrebbe anche candidarsi nuovamente alla presidenza della Catalogna, incarico che ricopriva al momento dell’organizzazione del referendum illegale sull’indipendenza. Per ora lui non ha chiarito le sue intenzioni.

La legge sull’amnistia – quella su cui si è espressa la Corte Costituzionale martedì – era stata concordata nel 2023 dal governo di Sánchez con Junts in cambio del sostegno del partito catalano al suo governo. Era poi stata approvata nel 2024.

Nelle scorse settimane Puigdemont aveva detto che una volta tornato in Spagna avrebbe voluto girare la Catalogna per vedere di persona come la regione sia cambiata durante i nove anni trascorsi all’estero. In un’intervista data dopo il ritiro del mandato di arresto, ha lasciato intendere che continuerà a fare politica a favore dell’indipendentismo catalano, sostenendo che «l’amnistia non risolve nulla dei rapporti tra Catalogna e Spagna».

>> Home