Cosa è successo in Nepal: le cause dietro la frana distruttiva. Prima la scossa di terremoto poi la “valanga” di ghiaccio e roccia

2026/08/26

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Una violenta alluvione si è abbattuta sulla fascia himalayana lungo il confine tra Nepal e Cina, nel Tibet. L'acqua ha sommerso strade, ponti, case e impianti per la produzione di energia idroelettrica, provocando danni su un'area molto estesa. Al momento, la stima dei morti è salita a 157 persone con 466 cittadini stranieri dispersi. Dietro questa catastrofe naturale, gli esperti sono al lavoro per scoprire quale sia stato il fenomeno scatenante. Le ipotesi principali sono due per il momento.

L'ipotesi sulla “valanga di ghiaccio”

Gli scienziati del Centro internazionale per lo sviluppo integrato delle montagne (Icimod), con sede a Katmandu, e degli istituti partner in Nepal e Cina stanno verificando se l'inondazione sia stata innescata da una valanga di ghiaccio e rocce originatasi da un'area ad alta quota. Questa valanga probabilmente «ha bloccato il fiume Bhotekoshi e ha provocato un'improvvisa ondata d'acqua a valle», spiega Saswata Sanyal, dell'International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD) di Kathmandu, un'organizzazione regionale per il clima. «Si tratta di pericoli a cascata», aggiunge, «cio che accade sulle montagne ghiacciate puo rapidamente inondare le citta a valle».

Secondo quanto riportato dalle autorita locali, il livello dell'acqua nel bacino del Bhote Koshi ha iniziato a salire rapidamente intorno alle 9 del mattino del 26 agosto. L'inondazione ha rotto gli argini e si e propagata a valle attraverso il fiume Bhote Koshi fino al fiume Trishuli, con potenziali ripercussioni sui distretti di Nuwakot e Dhading. Una valutazione preliminare basata su filmati video e informazioni provenienti dalle aree colpite suggerisce che un grande volume di ghiaccio e detriti rocciosi potrebbe essere confluito nel Lende Khola, un affluente del fiume Bhote Koshi. I ricercatori affermano che l'evento potrebbe aver generato un'improvvisa ondata di piena che ha trasportato acqua, sedimenti e grossi massi a valle

Una scossa di terremoto potrebbe essere alla base di tutto

Sono state le conseguenze di un terremoto in alta montagna al confine tra Nepal e Tibet a provocare l'alluvione-lampo (o 'flash-flood') che ha travolto numerosi villaggi e causato numerose vittime. Ad affermarlo è il climatologo del Consorzio Lamma-Cnr, Tommaso Torrigiani, all'ANSA. «Le alluvioni-lampo riguardano in genere corsi d'acqua minori, e possono essere pericolose perchè inaspettate. Spesso interessano zone dove non cade nemmeno una goccia d'acqua: in questo caso è stato un sisma, di magnitudo 4.4 a provocarla». La massa di detriti che si è formata, secondo l'esperto, ha travolto inizialmente i centri abitati che si trovano lungo il fiume di Bhote-Koshi, fino ai villaggi presenti a 500 metri di altitudine». In pratica, ha precisato Torrigiani, «la frana innescata dal sisma al confine tra Nepal e Cina, sulle montagne del Tibet, riversandosi sul corso d'acqua ha causato la formazione di colate di fango che hanno buttato giù un ponte, invaso dei villaggi via via più abitati scendendo di quota». Teoricamente, ha concluso Torrigiani, le alluvioni-lampo potrebbero verificarsi anche in Italia, in particolare nelle zone di montagna, a differenza delle esondazioni ad esempio dell'Arno o del Po, queste si potrebbero verificare in maniera improvvisa e su zone estremamente localizzate»

La conta dei morti e dispersi

Sale a 157 morti e 579 dispersi, il bilancio della grave alluvione che ha colpito la regione al confine tra Nepal e Tibet. Lo riferisce la polizia nepalese. Del totale, 466 sono cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi diversi. Centotredici dei turisti dispersi sono nepalesi, 54 sono statunitensi e il numero dei cittadini britannici dispersi rimane fermo a 33.

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