Cos’è il ‘manuale Cencelli’? Storia e significato dietro l’espressione

2026/08/09

Categories: world-news

Introduzione

Con "manuale Cencelli" si intende un metodo per distribuire incarichi tra partiti e correnti in proporzione al loro peso politico. Il nome deriva da Massimiliano Cencelli, funzionario della Democrazia Cristiana, morto a Roma domenica 9 agosto 2026.

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Quello che devi sapere

Chi era Massimiliano Cencelli?

Facciamo un passo indietro. Chi era Massimiliano Cencelli? Nato a Roma nel 1936, Cencelli aderì molto giovane alla Democrazia Cristiana e svolse gran parte della propria attività come funzionario del partito piuttosto che come eletto. Fu segretario particolare di Adolfo Sarti e collaborò successivamente con Nicola Mancino. Ebbe anche un'esperienza amministrativa come sindaco di Caldarola, nelle Marche, ma la sua notorietà deriva quasi esclusivamente dal "manuale" - o sarebbe meglio dire "metodo organizzativo" - che porta il suo cognome. Cencelli è morto domenica 9 agosto 2026, a Roma, all'età di 90 anni.

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Che cos'è il "manuale Cencelli"?

Con "manuale Cencelli" non si intende, è bene chiarirlo subito, un libro di testo. Si tratta invece di un'espressione giornalistica riferita all'assegnazione di ruoli politici e governativi ad esponenti di vari partiti o correnti in proporzione al loro peso. Un "manuale" - o, come detto prima, un "metodo organizzativo" - entrato anche nel linguaggio politico. Ancora oggi, a distanza di decenni, è citato nei testi universitari e soprattutto quando si devono distribuire incarichi, ministeri, presidenze o responsabilità rispettando equilibri e pesi diversi.

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Facciamo un esempio

Secondo questo metodo, se un partito rappresenta, per esempio, il 40% della forza politica di una coalizione, dovrebbe ricevere una quota simile degli incarichi disponibili. Non conta però soltanto il numero delle cariche: gli incarichi vengono considerati anche in base alla loro importanza e al loro "peso" politico. Un ministero particolarmente importante può essere considerato più rilevante rispetto a un incarico di minore responsabilità. La distribuzione cerca quindi di rispettare le proporzioni tra i diversi gruppi, assegnando loro incarichi di valore complessivamente equilibrato. L’obiettivo principale è mantenere gli equilibri politici interni, evitando che un partito o una corrente ottenga un’influenza eccessiva rispetto al proprio peso.

Come nacque il "manuale Cencelli"?

A svelare come nacque il famoso "manuale" fu proprio l'ex funzionario Dc in una intervista all'Avvenire del 2003: "Nel 1967 Sarti, con Cossiga e Taviani, fondò al congresso di Milano la corrente dei 'pontieri', così chiamata perché doveva fare da ponte fra maggioranza e sinistra. Ottenemmo il 12% e c'era da decidere gli incarichi in direzione. Allora io proposi: se abbiamo il 12%, come nel Consiglio di amministrazione di una società gli incarichi vengono divisi in base alle azioni possedute, lo stesso deve avvenire per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere. Sarti mi disse di lavorarci su. In quel modo Taviani mantenne l'Interno, Gaspari fu sottosegretario alle Poste, Cossiga alla Difesa, Sarti al Turismo e spettacolo. La cosa divenne di pubblico dominio perché durante le crisi di governo, Sarti, che amava scherzare, rispondeva sempre ai giornalisti che volevano anticipazioni: 'Chiedetelo a Cencelli'". 

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Espressione usata in modo ironico

Oggi l’espressione "manuale Cencelli" viene utilizzata soprattutto in senso critico o ironico per descrivere il modo in cui vengono distribuiti incarichi e nomine politiche. Quando un giornale afferma che una determinata nomina è stata fatta "secondo il manuale Cencelli", vuole generalmente sottolineare che la scelta potrebbe essere stata influenzata più dagli equilibri politici che dalle capacità o dal merito della persona scelta.

Le nomine "senza trasparenza"

Per questo motivo, parlare di "manuale Cencell" può avere un significato negativo: suggerisce che una decisione non sia stata presa esclusivamente sulla base della professionalità, dell’esperienza o delle capacità del candidato, ma anche per garantire vantaggi e rappresentanza ai diversi gruppi politici. L’espressione viene quindi spesso utilizzata per mettere in discussione la trasparenza e l’imparzialità delle nomine.

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Un metodo da Prima Repubblica

Il metodo Cencelli è strettamente legato alla Prima Repubblica, periodo caratterizzato da governi di coalizione e da una forte articolazione interna della Democrazia Cristiana. In quel contesto, il sistema rappresentava uno strumento per mantenere gli equilibri tra correnti e alleati. Con la trasformazione del sistema politico italiano negli anni Novanta, il metodo ha perso la sua applicazione originaria, ma il suo nome - come detto - è rimasto nel vocabolario politico e giornalistico come riferimento immediatamente riconoscibile alle logiche di distribuzione del potere presenti ancora oggi.

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