(di Patrizia Vacalebri)
Il corpo di personaggi noti - da
Achille Lauro a Naomi Campbell, da Kate Moss a Pierpaolo
Piccioli - inteso come simbolo d'identità, di trasgressione, di
fluidità, di ricerca e di sperimentazione, è protagonista della
mostra fotografica ospitata dalla Galleria Nazionale d'Arte
Moderna e Contemporanea dal 13 ottobre al 29 novembre dedicata a
Luigi & Iango, duo della fotografia contemporanea
internazionale.
Corpi speciali, così titola l'esposizione patrocinata da Roma
Capitale e Cinecittà, curata da Francesca Alfano Miglietti,
prodotta e organizzata da Tenderstories, riunisce oltre 200
fotografie, tra immagini inedite e lavori iconici. Nelle foto -
quasi tutte in bianche e nero, tranne quella di Achille Lauro il
cui volto è ricoperto da decine di farfalle colorate - il corpo
è una superficie sulla quale si iscrivono desideri, conflitti,
vulnerabilità e possibilità di trasformazione. E' il luogo
attraverso cui l'individuo costruisce, modifica e mette in
discussione la propria identità.
A partire dalla loro esperienza nella fotografia di moda, Luigi
& Iango hanno elaborato un linguaggio che supera i codici della
fashion photography e porta il ritratto verso una dimensione
poetica e critica. La costruzione dell'immagine, rigorosa e
fortemente teatrale, convive con una dimensione di ambiguità: il
corpo può apparire monumentale e al tempo stesso fragile,
riconoscibile e insieme sottratto a una definizione univoca.
Frammenti, pose, gesti, contrasti luminosi e campiture d'ombra
interrompono la continuità della figura e introducono nello
spazio fotografico una tensione che rende l'immagine luogo di
attrazione ma anche di interrogazione.
"Al centro del loro lavoro - osserva la curatrice - emerge una
riflessione sul corpo come spazio politico, poetico e simbolico,
sottolineando come la loro ricerca si inserisca in un orizzonte
ampio, segnato dalle pratiche artistiche e culturali che,
soprattutto dalla seconda metà del Novecento, hanno messo in
discussione l'idea del corpo come dato stabile e dell'identità
come categoria definitiva. Performance, pratiche
post-identitarie e nuove forme di autorappresentazione
costituiscono un riferimento che attraversa queste fotografie
senza tradursi in citazione esplicita".
Accanto alla dimensione sofisticata del ritratto emerge un
rapporto diretto con il reale e con le storie delle persone
fotografate. I diversi registri dell'esposizione - dal reportage
a una più intima poeticità, fino a una dimensione legata alla
compassione - concorrono a costruire una narrazione nella quale
ogni immagine conserva il rapporto con un'esperienza concreta.
La mostra nasce infatti, secondo Moreno Zani, fondatore di
Tenderstories, dalla volontà di "cercare una fuga poetica fuori
dalla spettacolarità", restituendo al corpo la possibilità di
essere non soltanto oggetto dello sguardo, ma anche strumento
attraverso cui leggere il proprio tempo.
Luigi & Iango, duo artistico italo-svizzero formato da Luigi
Murenu e Iango Henzi, comincia sviluppando una ricerca visiva
che coniuga fotografia, moda e arte contemporanea. Nel corso
della loro attività il duo ha realizzato oltre 300 copertine per
le principali riviste di moda internazionali, costruendo un
linguaggio riconoscibile attraverso immagini caratterizzate da
una forte intensità estetica e da una particolare attenzione
alla rappresentazione del corpo, dell'identità e della figura
umana.
In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo con la
riproduzione delle opere esposte, un saggio di Francesca Alfano
Miglietti, una conversazione della curatrice con Luigi & Iango e
ulteriori contributi di approfondimento.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home