Cornelia trovata morta dopo 2 mesi in camera da letto: in casa un tesoro di 137mila euro in contanti

2026/07/16

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La scoperta degli operai di una ditta chiamata a bonificare un casolare a Cingoli (Macerata). La 65enne era una casalinga di origini svizzere

Operazioni di bonifica

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Cingoli, 16 luglio 2026 – Entrano nell’appartamento di Cornelia Daniela Merz, la 65enne trovata senza vita in camera da letto, deceduta da almeno due mesi per un delicato intervento di bonifica post-mortem. Ma scoprono un tesoro di 136.900 euro in banconote, ordinate dentro alcune buste bianche e riposte qua e là, tra i ricordi di una vita. È quanto accaduto a due tecnici della Ekonore, azienda specializzata con sede legale a Milano e sede operativa a Viareggio, in trasferta a Cingoli. In un casolare di Troviggiano.

L’intervento di bonifica

L’intervento della ditta per la bonifica e la sanificazione dell’appartamento dopo il lutto è stato richiesto nei giorni scorsi. Gli operatori hanno reagito con assoluta lucidità e integrità. In piena aderenza ai principi dell’etica e del codice aziendale, i tecnici hanno immediatamente sospeso le attività nel punto del ritrovamento e hanno contattato l’amministratore delegato e fondatore Francesco Colombo per riferire l’accaduto. La direzione ha disposto l’immediato coinvolgimento delle autorità: i tecnici si sono così raccordati con il comando della Polizia locale e, insieme al comandante, hanno inventariato la somma, subito presa in consegna dagli agenti secondo le procedure previste. Una storia di (stra)ordinaria onestà che merita di essere raccontata, in un’epoca in cui questi valori sembrano troppo spesso smarrirsi.

Una testimonianza di come, per chi lavora in questo settore, entrando quotidianamente in contesti difficili, intimi e dolorosi, il rispetto umano e la discrezione contino quanto la competenza tecnica. Le banconote sono state messe in sicurezza in un istituto di credito.

Chi era Cornelia

Cornelia Daniela Merz, casalinga di 65 anni, originaria della Svizzera, era morta da oltre due mesi. Dopo il ritrovamento del corpo senza vita, il marito e il figlio, cingolani di 74 e 43 anni, erano stati accompagnati all’ospedale di Jesi per gli accertamenti del caso. La vicenda aveva svelato una storia che nessuno aveva neppure vagamente sospettato. A dare l’allarme era stato il dipartimento di salute mentale di Jesi: lì era seguito il figlio della coppia di Cingoli, disabile. Da qualche tempo però il 43enne non si era presentato agli appuntamenti necessari per la sua terapia, così il personale medico aveva segnalato la situazione ai servizi sociali di Cingoli, chiedendo di fare qualche controllo. Negli stessi giorni, una segnalazione era arrivata da un vicino, preoccupato perché la 65enne, casalinga che usciva di casa solo con il marito, da qualche tempo non si vedeva più. Così erano intervenuti gli assistenti sociali e la polizia locale. L’autopsia, eseguita dal medico legale Antonio Tombolini su disposizione del pm Rosanna Buccini, aveva confermato la morte per cause naturali  

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