Una coppia russa che vive in Spagna da cinque anni, Semyon e Tatyana, si trovava in vacanza in un campeggio in Svezia quando è stata arrestata e portata in un centro di detenzione per migranti. E ora rischiano l'espulsione. Il motivo? Insieme alle canne da pesca avevano delle radioline «sospette» e comunicavano in russo.
Cosa è successo
La vicenda è stata raccontata dal progetto Kovcheg, associazione che sostiene i russi pacifisti all'estero, e il Comitato russo contro la guerra. I due emigrati russi si dichiarano apertamente contraria alla guerra in Ucraina e sono stati fermati dopo aver montato una tenda su una spiaggia vicino alla città di Furuvik durante un'escursione. Le guardie di sicurezza di una vicina residenza privata hanno chiamato la polizia, che ha fermato la coppia. Gli agenti hanno dichiarato di aver trovato sospetto il fatto che i due parlassero con accento russo e avessero con sé canne da pesca e ricetrasmittenti.
Semyon e Tatyana sono attualmente detenuti in un centro di detenzione per migranti. Le autorità svedesi li hanno considerati una minaccia per la sicurezza nazionale e intendono rimpatriarli. Il Comitato contro la guerra si è impegnato ad aiutare la coppia a impugnare la decisione e a tornare in sicurezza in Spagna, mentre Kovcheg ha dichiarato di essere alla ricerca di un avvocato che li rappresenti.

Cosa succede ora
«Questo non è il primo caso in cui la Svezia ha riconosciuto cittadini russi come una minaccia alla sicurezza nazionale. Purtroppo, a volte anche i russi pacifisti rientrano in questa categoria. In questo caso, si trattava semplicemente di una coppia di turisti che aveva scelto di fare un viaggio in campeggio», ha dichiarato un portavoce del comitato a The Insider. «Contestare tale status è estremamente difficile e può danneggiare seriamente la vita di una persona, ad esempio quando si desidera richiedere un visto - ha sottolineato - I consoli del Comitato contro la guerra aiuteranno Semyon e Tatyana a ottenere la revoca di questo status e a partire sani e salvi per la Spagna».
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