Coperion, a rischio ci sono 80 posti. La mobilitazione per i lavoratori: “Tavolo di confronto con l’azienda”

2026/07/25

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Ieri una delegazione del Pd si è recata in azienda, in campo sono scesi anche Forza Italia e la Comune. Sul caso è intervenuta Madeo, la capogruppo di Fd’I in consiglio comunale ha presentato una mozione.

La delegazione del Pd ha incontrato i lavoratori

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La vertenza Coperion entra nella fase più delicata. A Ferrara cresce la mobilitazione attorno al futuro dello stabilimento di via Erasmo da Rotterdam, dove l’annuncio della proprietà di avviare la procedura di licenziamento collettivo mette a rischio circa 80 posti di lavoro. Ieri una delegazione del Pd si è recata in azienda per incontrare i lavoratori e il management locale.

Presenti la consigliera regionale Marcella Zappaterra, i segretari del Pd Nicola Minarelli (provinciale) e Giada Zerbini (comunale), insieme alla consigliera comunale Sara Conforti. Un confronto nel quale i dem hanno voluto portare vicinanza ai dipendenti e ribadire l’impegno istituzionale per cercare ogni soluzione possibile. "Abbiamo incontrato i lavoratori e il management locale portando la nostra vicinanza e soprattutto la determinazione a fare tutto quanto è in nostro potere per evitare la fine di questa straordinaria attività sul territorio da più di 20 anni", ha spiegato Zappaterra. Per la consigliera regionale la priorità è tutelare non solo i livelli occupazionali, ma anche professionalità altamente specializzate che rappresentano un valore strategico per Ferrara e per il sistema produttivo regionale.

La vicenda ha suscitato preoccupazione perché, secondo quanto emerso finora, la decisione della multinazionale non sarebbe legata a una situazione di crisi industriale. Coperion risulta infatti un’azienda con commesse attive, un know-how riconosciuto a livello internazionale e competenze specialistiche nel settore dell’estrusione, del compounding e del dosaggio dei polimeri. La scelta della proprietà sembrerebbe rispondere a valutazioni legate alle strategie del gruppo e ai parametri di rendimento richiesti dal fondo proprietario.

Sul caso è intervenuta anche la capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Iolanda Madeo, che ha presentato, in Comune, una mozione a sostegno dei lavoratori. "Si tratta – così Madeo – di un’azienda in utile, con lavoratori qualificati e commesse in corso: per questo la decisione annunciata desta particolare preoccupazione", sottolineando come dietro agli 80 posti di lavoro ci siano famiglie, competenze maturate negli anni e un indotto industriale che rappresenta una risorsa per il territorio. La mozione impegna sindaco e giunta ad attivarsi presso Regione Emilia-Romagna e Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire l’apertura di un tavolo di confronto con azienda e organizzazioni sindacali, sostenendo ogni iniziativa utile a scongiurare la cessazione dell’attività.

Tra le ipotesi indicate anche quella di valutare una cessione del ramo d’azienda o l’ingresso di nuovi soggetti industriali interessati a rilevare il sito. Nel caso in cui la chiusura diventasse inevitabile, Madeo richiama la necessità di un percorso di reindustrializzazione capace di valorizzare le professionalità presenti. Anche Forza Italia ha espresso forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento.

"Siamo spettatori preoccupati della sorte degli 80 lavoratori della società Coperion", hanno dichiarato Umberto Cattaruzza De Lugan e Alessandro Veratelli, chiedendo che vengano utilizzate tutte le risorse disponibili per trovare una soluzione. Sulla vertenza interviene Enrico Beccarini de La Comune, che legge il caso Coperion come il segnale di una crisi più ampia del modello industriale europeo.

Il 28 luglio i lavoratori saranno protagonisti di un ulteriore confronto interno insieme alle organizzazioni sindacali per analizzare la situazione e le prospettive della vertenza. Dopo questo momento di approfondimento, la Regione valuterà quali misure intraprendere per accompagnare il percorso e individuare gli strumenti più adeguati a salvaguardare i livelli occupazionali e il sito produttivo.

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