Convento Santa Maria in Vado. Comune stazione appaltante per il restauro del convento

2026/07/15

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Guida i giornalisti negli spazi dismessi della sua parrocchia. Li porta su e giù nei chiostri, in barba al caldo, per mostrare il forte degrado di alcuni degli spazi di Santa Maria in Vado, che ancora attendono il restauro. Nelle parole e negli occhi di don Andrea Zerbini, amministratore parrocchiale, è ancora aperta la ferita del sisma del 2012. Simbolo di quel momento, la fragorosa e drammatica caduta davanti al prospetto della chiesa della grande statua della Vergine, volata dalla facciata dell’edificio. Da allora, tanto è stato fatto ma tanto è ancora da fare.

Un primo determinante passo è avvenuto ieri, con la sottoscrizione del ’Disciplinare regolante i rapporti tra enti per l’attuazione dell’intervento di restauro del convento di Santa Maria in Vado (area ex Refettorio)’. Un intervento finanziato con 2 milioni di euro dal Ministero della Cultura. "Oggi si compie un passo fondamentale verso il recupero di uno dei complessi monumentali più significativi della nostra città – afferma l’assessore alla cultura, Marco Gulinelli –. La firma della convenzione non è solo un atto amministrativo, ma l’avvio di un percorso importante e condiviso, che consentirà alla comunità di ricostituire Santa Maria in Vado".

"Con questi lavori – aggiunge l’arcivescovo Gian Carlo Perego –, il complesso viene riconsegnato alla chiesa e alla città. Un monumento che vede l’arrivo di migliaia di pellegrini da tutto il mondo: il miracolo eucaristico lì avvenuto è uno di quelli attestati da fonti autentiche, poco tempo dopo il fatto". "Per tutti noi – così Francesca Tomba, dirigente della Soprintendenza di Bologna – è un momento molto importante. Per Ferrara, questa chiesa ha un ruolo celebre dal punto di vista storico e architettonico. Questo è un inizio. Siamo al tavolo insieme: un bell’esempio di come le varie componenti attorno a realtà così complesse cerchino di arrivare alla restituzione di un bene di tanto interesse".

Come spiega il disciplinare, il complesso è di proprietà della parrocchia dell’Annunciazione di Maria Santissima di Santa Maria in Vado, ma l’enfiteusi dei due chiostri è del Comune, che ha quindi il diritto reale di godimento dei beni. L’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, che ha in concessione buona parte dei due claustri, come stazione appaltante ha utilizzato i fondi post sisma per il recupero e la ristrutturazione della chiesa e di gran parte del primo claustro. Successivamente, nel 2021, la stessa Arcidiocesi ha richiesto al Ministero della Cultura un finanziamento per intervenire anche nel secondo claustro, ossia l’ex refettorio, poiché i fondi del sisma erano stati esauriti.

Il Mic, quindi, attraverso il decreto del 14 febbraio 2022, ha inserito nel Piano strategico ‘Grandi progetti beni culturali’ l’intervento denominato ‘Basilica e Convento di Santa Maria in Vado’, assegnando di conseguenza un finanziamento di 2 milioni di euro, da destinare a un primo stralcio di lavori nell’ala dove in origine era presente il refettorio. Tuttavia, l’Arcidiocesi non è stazione appaltante qualificata. Da qui discende la necessità di un accordo tra Soprintendenza, Comune, Arcidiocesi e Parrocchia, affinché il ruolo di stazione appaltante venga svolto dal Comune.

Come ha spiegato la dirigente al Patrimonio e ai Beni Monumentali del Comune, Natascia Frasson, innanzitutto si procederà con interventi strutturali sulle murature e sul coperto, quindi, "la parte più appassionante sarà quella di configurazione degli spazi: oggi è difficile leggere lo spazio del refettorio e soprattutto è stato movimentato il solaio". L’operazione di ricollocazione del solaio nella sua posizione originaria permetterà di ampliare la volumetria, ma soprattutto, conclude, "ci aspettiamo di trovare un apparato decorativo interessante".

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