Contromossa Essilux, via al maxi buyback: l’operazione di Milleri su 5 milioni di azioni per risollevare il titolo

2026/08/28

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L’azienda: “L’operazione riflette la fiducia della società nella sua capacità di creare valore e nelle sue prospettive di lungo periodo”

Francesco Milleri, 67 anni, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica

Francesco Milleri, 67 anni, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica

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Milano – L’annuncio venerdì mattina, a Borsa ancora chiusa. EssilorLuxottica ha comunicato il lancio di un programma di acquisto di azioni proprie su iniziativa dell’amministratore delegato Francesco Milleri: fino a 5 milioni di azioni per un controvalore di circa 787 milioni di euro ai prezzi di giovedì scorso. Il titolo ha risposto in apertura con un rimbalzo del 3,4%, portandosi a 162 euro e chiudendo poi a +2,44, a 161,36 euro.

L’operazione, precisa una nota del gruppo, “riflette la fiducia della società nella sua capacità di creare valore e nelle sue prospettive di lungo periodo”. La mossa arriva in un momento di forte pressione sul titolo, che dall’inizio dell’anno ha perso circa il 40%, portando la capitalizzazione di mercato a circa 75,5 miliardi di euro. Dai massimi di novembre 2025 — oltre 320 euro — il calo supera il 50%.

Il buyback appare quindi come una contromossa diretta di Milleri per risollevare il titolo e riportare fiducia su una quotazione in affanno. L’obiettivo del sostegno finanziario del buyback sarebbe quello di riportare l’attenzione del mercato sui fondamentali industriali e sulle prospettive di crescita del gruppo.

Il gruppo si trova inoltre a fronteggiare una competizione crescente nel segmento degli occhiali dotati di intelligenza artificiale, mercato sul quale aveva puntato come leva strategica per la prossima fase di crescita, con la partnership di Meta.

Il programma di buyback prevede l’acquisto tramite un intermediario specializzato, con il limite fissato sul numero di azioni e non sul controvalore complessivo — struttura che lascia margine per modulare gli acquisti in funzione dell’andamento del mercato.

Con l’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio, che ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi di presidente di Ray-Ban e di chief strategy officer del colosso italo-francese, nessun erede del fondatore è più presente nei ruoli operativi di EssilorLuxottica. Il mandato di Milleri e del cda scadrà con l’assemblea dell’aprile 2027.

Quanto a Delfin, la cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio, oltre alla partecipazione in Essilux, ha in portafoglio, tra le altre, importanti quote in Mps (17,5%), Generali (10%) e Unicredit (2,7%).

Come hanno sottolineato gli analisti di Equita, l’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dai ruoli operativi “ristabilisce una prassi di separazione tra proprietà e gestione che appare opportuna in questa fase di tensione nella governance di Delfin”, anche se “il tema sensibile per l’azienda è il venir meno del supporto di Del Vecchio all’operato del presidente e ceo Milleri, in particolare nell’ambito della governance di Delfin”. Infatti, spiegano gli analisti, “lo statuto garantisce a Milleri il ruolo di guida della holding ed è modificabile solo con l’unanimità degli otto azionisti”.

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