Games
Nel mese di GTA VI quasi tutti si scansano. Nintendo no: manda in campo il remake di Ocarina of Time, un gioco del 1998.
-U18460707763XEG-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=650x341)
Nel novembre 2026 l’industria dei videogiochi ha finalmente trovato qualcuno disposto a sfidare GTA VI. Non Electronic Arts. Non Ubisoft. Non Microsoft. Nemmeno Sony con una nuova proprietà intellettuale miliardaria. Nintendo ha scelto un gioco del 1998. Ed è difficile non apprezzare l’ironia. e la drammaticità.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIMentre Rockstar prepara il kolossal che da anni risucchia attenzione, budget e ossigeno mediatico, gli altri publisher sembrano essersi messi ordinatamente sul marciapiede. Nessuno vuole attraversare la strada quando passa GTA VI. Nintendo invece prende un successo come Ocarina of Time, gli dà una lucidata, rifà la grafica e manda Link incontro al camion. La cosa più curiosa è che potrebbe perfino funzionare.
Perché il remake di Ocarina of Time ha suscitato entusiasmo autentico. Eppure non c’è quasi nulla di nuovo nel concetto: è un capolavoro già giocato, già celebrato, già analizzato per quasi trent’anni. È il contrario dell’innovazione: è l’industria che apre il cassetto, trova il servizio buono della nonna e decide che forse è ancora la cosa migliore da mettere in tavola.
Naturalmente Nintendo sa benissimo cosa sta facendo. Zelda ormai non è soltanto una serie di videogiochi: è un patrimonio culturale da amministrare. Il remake, il film, il merchandising. Link non deve più inventare il futuro. Deve rendere redditizio il passato.
Nel settore che vende ogni anno “la prossima rivoluzione”, il rivale più interessante del gioco più atteso del decennio è un’avventura nata ai tempi del Nintendo 64. Forse non è Nintendo ad avere avuto coraggio. Forse sono tutti gli altri ad avere avuto paura.
Riproduzione riservata
©
Newsletter
Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.
Iscriviti
>> Home