Pubblicato il: 23/09/2026 – 20:18
CATANZARO La nuova stagione della sanità calabrese nel segno della continuità e dell’affidabilità del management. Le recenti nomine da parte della Giunta regionale dei vertici delle aziende sanitarie, con alcune importanti conferme anche per quelle ospedaliere, segnano l’avvio della prima fase gestionale dopo l’uscita dal commissariamento. Abbattimento delle liste d’attesa, abbattimento della mobilità sanitaria (oggi fissata – da Rendiconto 2025 della Regione Calabria – a oltre 360 milioni), prosecuzione del riordino della contabilità dopo essersi messi definitivamente alle spalle gli anni della sanità “orale”, la copertura degli organici, e soprattutto il raggiungimento della soglia di adempienza anche dell’ultimo indicatore Lea ancora insufficiente (quello dell’assistenza distrettuale: sono questi i risultati che il presidente della Regione Roberto Occhiuto e la sua Giunta, rientrati nella gestione ordinaria del comparto più delicato e complicato della pubblica amministrazione calabrese, si attendono dai direttori generali di fresca nomina, gran parte dei quali peraltro già in servizio come commissari straordinari.
Lo “zoccolo duro”
Un dato comunque balza agli occhi di tanti analisti: Occhiuto sembra puntare sempre più su una sorta di “zoccolo duro”, di “fedelissimi” ai quali negli anni scorsi ha assegnato importanti compiti alla guida delle Asp e delle Ao e sui quali anche adesso dà l’impressione di voler contare per vincere l’ultima sfida che è rimasta, quella dell’uscita dal Piano di rientro, un obiettivo che l’Agenas nelle scorse settimane ha indicato come possibile ma non a medio termine. Le ultime nomine sembrano confermare e consolidare questa strategia, con una serie di scelte nel segno della continuità nei nomi, e spesso anche nelle postazioni (per alcune aziende c’è stata comunque una sorta di rotazione). E nel segno dell’affidabilità dei manager scelti, forgiata in questi ultimi anni. Ormai da mesi “imbullonati” alla guida dei due Dipartimenti della Regione che intrecciano la sanità, Tutela della Salute e Socio Sanitario, assegnati ai suoi ex sub commissari Ernesto Esposito e Iole Fantozzi, la strategia di Occhiuto si è plasticamente evidenziata con la riconferma di Gandolfo Miserendino alla guida di Azienda Zero, e con una durata persino allungata di altri tre anni (fino al dicembre 2029, salvi ovviamente revoche o altri imprevisti). Azienda Zero è il perno del governo della sanità calabrese, perché giorno per giorno sta accentrando tutte le funzioni gestionali delle aziende, che ora nel disegno di Occhiuto dovranno occuparsi soprattutto dell’assistenza più che degli aspetti burocratici della sanità. Così come è arrivata la conferma – prolungata anche qui di tre anni, fino al luglio 2029 – di Vitaliano De Salazar alla guida dell’azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza, una scelta motivata anche – dicono i “bene informati” – in vista della futura nascita dell’azienda ospedaliera universitaria bruzia. Per Miserendino e De Salazar le stesse considerazioni alla base del rinnovo prolungato dell’incarico: sono chiamati a gestire processi complessi che richiedono particolare competenza ma anche stabilità gestionale.

Le scelte
Probabilmente sono le stesse considerazioni alla base della “promozione” di Simona Carbone, ieri commissario straordinario oggi – con l’intesa con l’Università Magna Graecia di Catanzaro – dg dell’azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, la più grande del Mezzogiorno: un messaggio forte a sostegno di una manager di collaudata esperienza che piano piano sta portando alla normalità la gestione di un’azienda complessa nella quale convivono due mondi spesso inconciliabili, quello universitario (il Policlinico Mater Domini) e quello ospedaliero (il Pugliese). Alla Carbone dunque l’arduo compito di portare a termine un’integrazione complicatissima ma ormai avviata e comunque possibile, e di realizzare il secondo pronto soccorso catanzarese, nel contesto di un dibattito cittadino e non solo fortemente condizionato dal tema della reazione del futuro nuovo unico grande ospedale del capoluogo. Volto ormai consueto nella sanità calabrese è poi anche quello di Antonio Battistini, generale dell’Esercito dalle missioni (quasi) impossibili: Battistini è tornato, quale commissario straordinario, all’Asp di Vibo Valentia dopo aver riordinato un’altra Asp a rischio com’è quella di Catanzaro, per lui un’altra sfida in un’azienda particolarmente tormentata e spesso permebabile alle infiltrazioni dei clan. Subentra, Battistini, a Vittorio Angelo Sestito, per il quale la Giunta Occhiuto ha invece aperto le porte dell’azienda più grande della Calabria, quella di Cosenza: evidentemente un segno di fiducia per Sestito, che va annoverato anch’egli – spiegano i “bene informati” – tra le “garanzie” manageriali, visto il suo indiscutibile passato lavoro al Dipartimento soprattutto sul piano contabile, un tempo “vulnus” della sanità calabrese e oggi invece rientrato nei binari della normalità. Senza dimenticare poi Claudio Moroni, dirigente generale dei Lavori pubblici della Cittadella ma soprattutto commissario per i grandi ospedali e per l’edilizia sanitaria, ruolo strategico come pochi ereditato proprio da Occhiuto e svolto con una indubbia carica operativa (una novantina le determine prodotte in un anno). Poi, a Crotone, all’Asp prosegue la guida di Antonello Graziano, per lungo tempo manager dell’Asp di Cosenza, al Gom di Reggio Calabria quella di Tiziana Frittelli e all’Asp di Reggio Calabria quella di Maddalena Berardi, per lungo tempo braccio destro dell’ex dg reggina Lucia De Furia, altra “fedelissima” di Occhiuto. L’unica autentica novità al momento è Maria Mariani, nuovo dg dell’Asp di Catanzaro, ma anche per lei a ben pensarci è un ritorno. (a. cant.)
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