Il Mic, retto dal ministro Alessandro Giuli, acquisisce il complesso del Conocchio che rimarrà così in mano pubblica. Un pezzo del patrimonio monumentale di Napoli e del Paese dunque non verrà privatizzato. La riqualificazione di quel complesso in un quartiere come la Sanità sarà una operazione di rigenerazione urbana e sociale.
La nota del Ministero della Cultura arriva a sera inoltrata e sana un vulnus antico. «Il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sul complesso della Conocchia, ex convitto Pontano, a Napoli. Il provvedimento è stato adottato con decreto del Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio sulla base dell’istruttoria svolta dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli». I direttore in questione è la dottoressa Rosalia D’Apice. Parola al ministro Giuli: «Questa acquisizione testimonia la presenza dello Stato nella tutela della storia e dell’identità dei territori – racconta il titolare del Mic - era una priorità assicurare al patrimonio pubblico la Conocchia, un complesso monumentale di straordinario rilievo architettonico e storico. L’immobile, che ha segnato la vita della città prima come luogo di cura e poi come centro di formazione per i giovani, sarà restituito alla collettività come uno spazio aperto». Giuli traccia quella che è a tutti gli effetti una roadmap dove annuncia anche una rinnovata sinergia istituzionale con Napoli. «L’obiettivo - spiega il ministro - è rigenerare questi luoghi per destinarli a finalità culturali, sociali ed educative, capaci di rispondere ai bisogni della comunità. Il restauro si accompagnerà a una riflessione sulle funzioni che il monumento potrà accogliere, perché alla conservazione corrisponda una prospettiva concreta di utilizzo. Un percorso da condividere con il Comune di Napoli e la Regione Campania, attraverso una gestione che coinvolga istituzioni pubbliche locali e soggetti privati e unisca la valorizzazione del patrimonio alle esigenze dei cittadini».
L’ANTEFATTO
L’immobile era stato aggiudicato - spiegano dal Mic - «a una società privata a seguito di un’asta giudiziaria. Il complesso monumentale è sottoposto a vincolo con decreto del 22 aprile 1995, che ne ha riconosciuto l’interesse storico-artistico particolarmente importante. La vendita del bene vincolato ha consentito al MiC di esercitare la prelazione prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, acquisendolo al medesimo prezzo di aggiudicazione». L’impegno finanziario del Mic per ora è stato di poco più di un milione. I ministero continuerà a fare la sua parte, ma insieme a Comune e Regione cioè al sindaco Gaetano Manfredi e al Presidente Roberto Fico. «È in corso - conclude la nota del Ministero - la definizione di un’intesa fra MiC e le istituzioni del territorio finalizzata a individuare destinazioni d’uso condivise e compatibili con il valore storico-artistico dell’edificio, così da orientare i futuri progetti di restauro e valorizzazione, secondo un modello di collaborazione istituzionale già sperimentato nel recupero del Real Albergo dei Poveri». Soddisfatto Franco Roberti magistrato e già numero uno dell’antimafia nazionale. Presidente del Comitato civico che ha lanciato l’appello al ministro Giuli affinché si salvasse il Conocchio: «È importante - dice Roberti - che il bene rimanga alla mano pubblica per sperare in una futura destinazione alla collettività. Occorrerà però vigilare per evitare che subentrino gli speculatori privati, attraverso accordi di partenariato, per sostenere le ingenti spese di riqualificazione. Abbiamo già visto troppi casi di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti». E il modello Albergo dei Poveri non a caso vede coinvolte istituzioni quali il Mann, il Museo archeologico nazionale, la Federico II con uno studentato e la Scuola Superiore Meridionale.
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