"A Davide, al quale la violenza ha
ingiustamente sottratto la possibilità di vivere pienamente la
propria giovinezza". Con questa motivazione, la giunta comunale
di Crotone ha conferito una menzione speciale a Davide Ferrerio,
il giovane bolognese aggredito l'11 agosto del 2022 nella città
calabrese. Da quel giorno Davide è in coma.
Le indagini hanno ricostruito l'incubo che ha distrutto la
vita del ragazzo. L'11 agosto del 2022, in via Veneto a Crotone,
l'aggressione scattò per uno scambio di persona. Una spedizione
punitiva originata dal messaggio di un uomo inviato alla figlia
minorenne di una delle imputate, portò all'aggressione a causa
della camicia bianca indossata da Davide. Tutti condannati in
via definitiva i protagonisti: l'esecutore materiale Nicolò
Passalacqua a 12 anni e 8 mesi per tentato
omicidiol'organizzatrice Anna Perugino a 12 anni ed il suo
compagno Andrej Gaju a 5 anni. Prosciolto l'uomo che aveva
inviato il messaggio.
"Davide non ha avuto giustizia - ha detto Giusy Orlando - le
pene risultano drammaticamente ridicole di fronte alla
distruzione di una vita umana". "Il nome di Davide - ha detto il
sindaco Vincenzo Voce - resterà negli annali del comune, come
richiamo permanente alla responsabilità e alla necessità di
costruire una comunità capace di reagire alla violenza".
Alla cerimonia è intervenuto anche don Pino Caiazzo,
arcivescovo di Cesena ma crotonese di origini, da sempre vicino
alla famiglia della madre di Davide. "In un mondo permeato da
una cultura generale di morte - ha detto - noi siamo chiamati a
seminare la vita. Per questo, tale riconoscimento è importante".
"C'è ancora - ha detto Alessandro Ferrerio - una flebile
speranza per un suo risveglio. Questo riconoscimento ci investe
di una grande responsabilità e funge da monito: nessuno può
arrogarsi il diritto di togliere la vita agli altri". Tra le
lacrime, la mamma ha ricordato: "Le ultime parole che mi ha
detto sono state: 'Ti voglio bene, mamma'. Ancora oggi non ho
disfatto la sua valigia, ma Davide ci dà la forza di andare
avanti. Oggi siamo qui per ritirare questa benemerenza per lui e
per tutto quello che lui farà in un'altra vita".
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