Comunali a Milano, Calabresi vira a sinistra: “Stop ai beni pubblici dati ai privati. I bimbi nati qui non sono stranieri”

2026/09/27

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Milano, 27 setembre 2026 –  Mario Calabresi si presenta al Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza per presentare il suo libro “Le voci degli altri“ e, da aspirante candidato sindaco del fronte progressista, spinge il piede sull’acceleratore di risposte di sinistra ai problemi di Milano.

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“La prima cosa da sindaco? Stop al consumo di beni pubblici”

Il giornalista, di fianco all’ex capo della Polizia Franco Gabrielli che parla del suo libro “Contro la paura“, risponde così, alla fine, alla domanda "se fosse il sindaco di Milano, qual è la prima cosa che farebbe?” posta dalla moderatrice Eva Giovannini: “Stop al consumo di beni pubblici. Lo stop al consumo di suolo è sacrosanto, ma in questi anni abbiamo consumato troppi spazi pubblici. Abbiamo pensato che la politica e le istituzioni non fossero in grado di fare bene le cose e che i privati fossero sempre in grado di farle meglio. E così, strada facendo, abbiamo preso le piscine, i campi da calcio, le palestre, le biblioteche e abbiamo detto: “Diamole ai privati, le gestiscano loro“. E piano piano abbiamo spinto fuori pezzi di città. Noi abbiamo bisogno di recuperare spazi pubblici e sociali”.

Nel mirino la politica delle Giunte Sala

Nel mirino di Calabresi finisce la politica delle due Giunte Sala di affidare ai privati piscine come il Lido e, chissà, anche di vendere a Milan e Inter lo stadio di San Siro, «il campo da calcio».

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Un tema, quello dell’affidatamento ai privati dei beni comunali, che negli ultimi mesi è stato sollevato in Consiglio comunale da parte del Pd e dai Verdi, che, ad esempio, hanno ottenuto che la piscina Argelati sia ristrutturata con fondi pubblici e non affidata a un privato e non hanno votato a favore della cessione del Meazza. Il secondo tema citato dall’aspirante candidato sindaco progressista, invece, è quello della casa: "Abbiamo un problema gigantesco: chi ha dai 25 ai 35 anni, se non ha la casa dei genitori, non riesce più a vivere a Milano. E se ne deve andare: fuori Milano oppure altrove. Non solo. Abbiamo lavoratori come tranvieri, insegnanti, vigili urbani che non riescono più a vivere in città. Abbiamo bisogno di cambiare il segno di tutto ciò e di far sì che Milano sia vivibile per i suoi cittadini”. Calabresi, però, non spiega come cercherebbe di dare case a prezzi accessibile a quei lavoratori a reddito fisso e non alto. Ma tant’è.

La sua ex scuola elementare

L’autore de Le Voci degli altri, poi, torna a raccontare della sua ex scuola elementare di via Paravia, nel quartiere San Siro. E coglie la palla al balzo per dire che non condivide il Decreto Scuola con cui il Governo Meloni ha posto il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi se questi alunni non parlano adeguatamente l’italiano: “In quella scuola su 108 bambini una sola bambina ha entrambi i genitori italiani. Dunque è una scuola che in questo momento è illegale, andrebbe smontata. Le dirigenti scolastiche mi hanno detto: “Ci sentiamo sospese, non sappiamo cosa ne sarà di noi“».

Calabresi non ci sta: "Il problema di quella scuola non è che è un ghetto, ma è che tutte le famiglie italiane se ne sono andate. È per questo che il 99% dei bambini sono stranieri. Ma per me un bambino che nasce e studia qui io fatico a vederlo come straniero. Il tema non è dire puniamo questi bambini e i loro genitori che non parlano l’italiano, li dobbiamo sparpagliare nelle altre scuole. No, il tema è dargli possibilità, farli diventare pezzi di società, non marginalizzarli”.

Gli immigrati

Non solo. L’aspirante candidato sindaco cita una delle leggi che è sempre stata rivendidata dalla destra, ai tempi di Alleanza nazionale: “Lo stesso partito di Giorgia Meloni (An, ndr) aveva dato con Mirko Tremaglia il voto degli italiani all’estero con l’orgoglio di dire: “È gente che ancora parla l’italiano dopo quattro generazioni“. Eravamo orgogliosi di quello. Ma uno straniero che viene qui, a casa sua non può parlare la lingua di origine. Anzi, se lo fa, la legge minaccia di levargli i figli”.

Sul fronte della sicurezza, inoltre, Calabresi fa notare che «nelle istituzioni oggi siedono troppi incendiari e troppo pochi pompieri. Ma la sicurezza resta un diritto dei cittadini».

A margine della presentazione del libro, infine, il giornalista risponde a una domanda sui suoi prossimi passi da aspirante candidato sindaco: «Io sto aspettando di capire che cosa si farà. Le elezioni saranno a maggio, quindi tra molto tempo. E ora nel campo del centrosinistra è importante capire se e quando ci saranno le primarie. E io sono in rispettosa attesa di capire quale sarà il campo del gioco».

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