Fine agosto, vacanze finite e, oltre all’abbronzatura, quello che resta è una pelle spesso opaca, a tratti secca e con rughe maggiormente evidenti. Cos’è successo? Come mai il viso appare spento? Durante l’estate infatti la pelle perde la sua luminosità a causa di differenti fattori esterni, come l’esposizione solare e i raggi UV ma anche un maggiore ispessimento della grana epidermica stessa e una maggiore evidenza delle discordie cutanee. Per questo, una volta finite le vacanze si può correre ai ripari. Fondamentale è una routine skincare che ridona nuova luce all’epidermide e la prepara alla nuova stagione.

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Fine vacanza, la pelle ha perso luminosità. Come mai?
Tornate a casa dalle vacanze, sotto all’abbronzatura estiva la pelle inizia a comparire più opaca, spesso secca, con rughe d’espressioni maggiormente evidenti, con più macchie. Cos’è successo alla pelle durante l’estate? Possibile che sia invecchiata improvvisamente in soli due mesi?
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Quello che si verifica è un fenomeno comunissimo. La causa? Un accumulo di raggi UV, sole, vento, salsedine, cloro e tutti i cambiamenti climatici che le vacanze portano con sé. Tutto ciò infatti attiva nella pelle i suoi meccanismi di difesa: «Durante l’estate infatti l’epidermide aumenta lo spessore dello strato corneo, produce più melanina e cerca di limitare i danni provocati dai radicali liberi. Quando l’abbronzatura svanisce, questi adattamenti diventano più evidenti e possono dare la sensazione di una pelle improvvisamente spenta. Molte persone pensano che la perdita di luminosità dipenda esclusivamente dalla fine dell’abbronzatura, ma la realtà è più complessa. La luminosità cutanea non coincide con il colore della pelle. Un viso sano riflette la luce in modo uniforme grazie a una superficie regolare, ben idratata e ricca di collagene ed elastina. Se la barriera cutanea è alterata, se le cellule morte si accumulano o se manca acqua negli strati superficiali dell’epidermide, la luce viene riflessa in maniera disomogenea e il viso appare immediatamente più stanco» spiega la dottoressa Laura Mazzotta, Medico Estetico, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva e Nutrizione Clinica presso Poliambulatorio AEsthe Medica di Ferrara. Ecco perché, una volta tornate in città si ha un viso abbronzato e spesso riposato ma non luminoso, anzi molto spesso opaco. E questo è il momento ideale per recuperare l’idratazione e la vitalità che l’epidermide ha perso in estate.
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Raggi UV, sole, salsedine, vento, aria condizionata: tutti contro la pelle luminosa
Ma come hanno agito tutti questi elementi assieme? «I raggi ultravioletti, pur essendo responsabili dell’abbronzatura, determinano un aumento dello stress ossidativo. Ovvero aumentano la produzione di radicali liberi che possono danneggiare le membrane cellulari, il collagene e le fibre elastiche. Parallelamente, il sole accelera la disidratazione cutanea anche se si beve regolarmente perché l’evaporazione aumenta con il caldo, il vento e l’esposizione prolungata. A questo si aggiungono il sale marino, che tende a richiamare acqua dagli strati superficiali, il cloro delle piscine che può alterare il film idrolipidico e l’aria condizionata» spiega la dottoressa.
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«Un altro elemento fondamentale è il rallentamento del naturale turnover cellulare. Durante l’estate lo strato corneo tende a ispessirsi come forma di protezione dai raggi UV; quando questo ispessimento persiste anche dopo il rientro, le cellule morte rimangono più a lungo sulla superficie della pelle rendendola ruvida e opaca. È anche il motivo per cui molti cosmetici sembrano meno efficaci: gli attivi fanno maggiore fatica a penetrare attraverso uno strato corneo ispessito. Inoltre, con la progressiva scomparsa dell’abbronzatura possono diventare più evidenti discromie, lentiggini solari e macchie pigmentarie già presenti ma mascherate dal colorito uniforme. Infine, non bisogna dimenticare che durante le vacanze cambiano spesso le abitudini quotidiane: alimentazione più ricca, consumo maggiore di alcolici, ritmi del sonno alterati e minore costanza nella skincare possono contribuire a rendere la pelle meno tonica e luminosa. Per questo motivo il ritorno alla normalità dovrebbe essere accompagnato da una vera e propria fase di “riabilitazione cutanea”, che aiuta la pelle a recuperare gradualmente il proprio equilibrio fisiologico senza ricorrere a trattamenti aggressivi» spiega la dottoressa.
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Routine da rientro per ritrovare la luminosità della pelle
Come agire quindi? Partendo dalla skincare e da una detersione quotidiana delicata, seguita poi da una esfoliazione graduale con acidi delicati come gli alfa-idrossiacidi o i poli-idrossiacidi. L’obiettivo è quello di non alterare la sensibilità epidermica e non eliminare l’abbronzatura ma permettere un ricambio cellulare così da ridare uniformità alla pelle.
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Successivamente è importante introdurre anche alcune vitamine, come la C e la E, e ingredienti come la niacinamide che aiutano a contrastare lo stress ossidativo che si è accumulato durante la bella stagione. Un errore che spesso si commette è quello di mettere via la protezione solare. Invece dovrebbe essere usata anche a settembre e ottobre, soprattutto se si trascorre molto tempo all’aria aperta, e con un SPF adeguato.
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L’alimentazione ideale per rimettere “in sesto” la pelle
Ritrovare una pelle luminosa è un processo che passa anche per l’alimentazione. Prima di tutto è fondamentale bere a sufficienza poi seguire un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione che danno «il giusto apporto di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti utili a contrastare i radicali liberi. Gli alimenti ricchi di vitamina C contribuiscono alla normale formazione del collagene, mentre quelli contenenti carotenoidi e polifenoli aiutano a sostenere le naturali difese dell’organismo contro lo stress ossidativo. Anche gli acidi grassi omega-3, presenti ad esempio nel pesce azzurro, nelle noci e nei semi di lino, rappresentano un valido supporto per la barriera cutanea. Non bisogna poi trascurare l’importanza delle proteine di qualità, indispensabili per il fisiologico turnover dei tessuti. Parallelamente è utile limitare il consumo eccessivo di zuccheri semplici e di alcolici» spiega l’esperta.
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I trattamenti di medicina estetica a fine estate sono adatti?
Questo periodo è l’ideale se si pensa di ricorrere a trattamenti che hanno come obiettivo il miglioramento epidermico. Però bisogna tener conto che, a causa dell’abbronzatura, alcuni non sono adatti, come «determinati laser o peeling di media profondità, potrebbero dover essere rimandati per ridurre il rischio di alterazioni della pigmentazione. In molti casi, invece, è possibile iniziare fin da subito con procedure orientate soprattutto all’idratazione e alla biostimolazione. Le biorivitalizzazioni e gli skinbooster, ad esempio, aiutano a migliorare l’idratazione profonda e la qualità cutanea senza modificare i volumi del viso. Anche i peeling superficiali, quando opportunamente selezionati, possono favorire un ricambio cellulare graduale e migliorare la luminosità della pelle».
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Passate le settimane, quando il colorito estivo sarà sparito, allora si potranno valutare laser e luce pulsata per trattare macchie, discromie e altri segni di fotodanneggiamento, conclude la dottoressa.
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