Comac, l’aereo made in Cina effettua un volo internazionale: la tecnologia di Pechino lancia un’altra sfida

2026/09/19

Categories: world-news

Una stagione incandescente dal punto di vista climatico nell’emisfero boreale. Le giornate di “mezza estate” non sono state meno calde per l’aviazione civile. Uno dei settori, tecnologici e di business, più importanti e promettenti del pianeta dove la domanda è molto più rampante della capacità produttiva in mano sostanzialmente a due soli giganti. A cavallo del millennio, ai pionieri americani si sono affiancati gli europei, con quest’ultimi addirittura in grado di effettuare il sorpasso per “volumi di vendita”. Il tandem Airbus-Boeing insieme controlla più del 90% della quota di mercato mondiale degli aeromobili.

È quasi scontato, però, che l’attuale duopolio si trasformerà in un triangolo. Mentre quasi tutti i rivali si sono progressivamente ritirati, schiacciati dell’innovazione e dagli investimenti, la Cina è pronta a scendere in campo per contendersi la torta e fornire la propria visione. Pechino ha i suoi tempi. Ma ha già dimostrato che, quando vuole entrare in un comparto strategico, prima o poi, ci riesce diventando spesso protagonista assoluto. E il trasporto aereo, per una nazione grande e popolosa che punta alla leadership globale, non può certo essere lasciato indietro.

In soli 15 giorni sono recentemente andati in scena due eventi che cambieranno lo scenario anche se lo scontro per ora è solo virtuale e salirà di tono in proiezione futura. Da una parte, il 28 luglio, l’azienda del comparto numero uno al mondo ha fatto volare il suo nuovo Airbus 350-1000URL per oltre 24 ore no-stop coprendo una distanza di più di 23 mila chilometri. La meraviglia dei cieli è planata, da Ovest ad Est, dall’Australia alla Francia, attraversando con impeto due oceani sconfinati, il Pacifico e l’Atlantico. I cinesi hanno risposto a modo loro, con una performance operativamente niente affatto sconvolgente.

Il 12 agosto un bimotore realizzato della Comac, il C919 in servizio per l’Air China, è decollato da Pechino per collegare per la prima volta lo scalo di Chinggis Khan ad Ulaanbaatar, la capitale della Mongolia, con il volo di linea CA723 che dovrebbe diventare quotidiano. I due paesi, si sa, sono confinanti e per il moderno jet orientale è stata poco più di una passeggiata affrontare una tratta di meno di due ore. Il C919 ha staccato le ruote della capitale cinese alle 15.17 ora locale per atterrare nella città mongola alle 16.59, dopo un’ora e 42 minuti. Poco dopo, alle 19.04, il bimotore ha girato la prua per tornare a casa con il volo CA724.

Una mossa quasi insignificante dal punto di vista tecnico ha una valenza strategica di rilievo perché fa parte di un “grande piano”. È la prima volta che un’aeromobile made in Cina effettua una rotta di linea internazionale.

I veicoli della Comac (Commercial Aircraft Corporation of China), infatti, sono certificati soltanto dalla Caac (Civil Aviation Administration of China), l’agenzia governativa del Ministero dei Trasporti di Pechino che dà l’autorizzazione a nuotare fra le nuvole.

Così i loro permessi a sorvolare i vari paesi sono alquanto limitati e finora i C919 entrati regolarmente in servizio avevano fatto la spola solo nei cieli domestici. Magari hanno raggiunto Hong Kong o Lhasa, più distanti di Ulaanbaatar, ma sempre in patria. Per effettuare il grande salto, ed inserirsi sul mercato globale, serve il via libera delle agenzie più potenti, la Easa (European Union Aviation Safety Agency) europea e, ancor di più, la Faa (Federal Aviation Administration) americana. I cinesi non hanno fretta, hanno formulato il loro piano a lungo termine del quale hanno reso noti solo alcuni particolari.

L’approccio sembra molto simile a quando fatto nell’automotive: crescere in progressione come tecnologia e competitività, sfruttando le enormi potenzialità del ricco mercato interno, per affrontare l’estero solo quando pronti. Attualmente i C919 in servizio sono 40, la China Eastern Airlines, che per prima ha lanciato il veicolo nel 2023, ne ha 16, mentre 12 ciascuno li hanno la China Eastern Airlines e l’Air China. Quest’ultima ha scelto solo la versione 100-ER con l’autonomia estesa da 4.000 km ad oltre 5.500.

Molti di più sono gli ordini che sfiorano le 1.000 unità, ma i cinesi sono molto cauti e gestiscono la produzione con grande attenzione ben sapendo che sarebbe deleterio fare il passo più lungo della gamba. L’imperativo è evitare imprevisti e, soprattutto, incidenti mettendo a punto un piano di utilizzo più vantaggioso dei rivali occidentali visto che i riflettori del mondo intero sono puntati su questa espansione. La Comac è stata fondata meno di un ventennio fa, 11 maggio del 2008. Ha sede a Shanghai ed è controllata direttamente dallo Stato. Il primo aereo ad entrare in servizio è stato il C909, un regionale a corto e medio raggio inferiore a 100 posti.

Poi il parecchio più ambizioso bimotore C919 a corridoio unico (rivale dei best seller Airbus 320neo e Boeig 737MAX) che può trasportare fino a 200 passeggeri per oltre 5 mila km. Il primo C919 è uscito dalle linee di produzione il 2 novembre 2015, ha ottenuto la certificazione della Caac il 29 settembre del 2022 per essere consegnato alla China Eastern Airlines il 9 dicembre dello stesso anno ed entrare in servizio con un volo commerciale il 28 maggio 2023. Il resto è attualità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

>> Home